Violenza di genere, ancora troppi i casi in arrivo al pronto soccorso
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Da Gennaio, ancora troppi casi di violenza di genere al pronto soccorso di Viterbo. Se ne è parlato ieri con Donatella Donetti, Direttore generale Asl, l'Assessora regionale Troncarelli e le associazioni del territorio

VITERBO- I numeri della violenza di genere non accennano a scendere nella Tuscia e in tutta Italia. Da inizio anno sono 37 i casi segnalati al pronto soccorso di Viterbo.

Sono i numeri che fornisce il Direttore generale Asl Donatella Donetti durante l’incontro della Rete Antiviolenza di Viterbo dove è intervenuta anche l’Assessora regionale alle Pari opportunità Lorenza Bonaccorsi. I casi a cui fa riferimento Donetti, sono principalmente riconducibili a violenze sulle donne e sui minori e fissano l’asticella su un fenomeno ancora molto presente nel nostro territorio.

All’incontro ha partecipato anche l’Assessore regionale Alessandra Trocarelli e molti rappresentanti di associazioni prima fra tutti Erinna che conferma i dati messi sul tavolo. Troppe le violenze domestiche, troppe ancora le aggressioni a carico di donne e minoranze. La Presidente, Anna Maghi, punta l’attenzione sul fatto che spesso si parla troppo poco di questo fenomeno soprattutto a Viterbo dove “sembra che queste cose da noi non succedono”, queste le sue parole.

Alessandra Trocarelli interviene nella discussione coinvolgendo le scuole, promuovendo la cultura del rispetto non solo della donna, ma di tutti. E’ aperto in Regione Lazio un tavolo permanente con la polizia locale, e la protezione civile per monitorare fenomeni come questi che ancora sono troppo lontani dall’essere risolti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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