Violenza contro le donne, un caso ogni due giorni nel Viterbese
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VITERBO - "Spesso - segnala il rapporto - queste violenze si verificano in contesti isolati, dove la vittima rischia di essere ancora più isolata e vulnerabile. Di conseguenza, è fondamentale proteggere la privacy delle vittime, evitando di divulgare immediatamente i dettagli dei casi".

VITERBO – Aumentano i casi di violenza contro le donne nel Viterbese. A dirlo è un report dei carabinieri riguardante il mese di febbraio: sono stati 16 i casi denunciati alle autorità giudiziarie, una media di uno ogni due giorni.

“Spesso – segnala il rapporto – queste violenze si verificano in contesti isolati, dove la vittima rischia di essere ancora più isolata e vulnerabile. Di conseguenza, è fondamentale proteggere la privacy delle vittime, evitando di divulgare immediatamente i dettagli dei casi”.

10 sono stati i casi di maltrattamenti e 6 quelli di stalking, molti dei quali verificatisi dopo la separazione. In 7 casi è stato necessario emettere urgentemente il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, con un caso che ha richiesto persino l’allontanamento dalla casa familiare.

In un episodio particolarmente grave, si è giunti all’arresto in flagranza per la violazione di questa misura di protezione, quando un ex partner ha ripetutamente minacciato e tormentato la sua ex compagna.

L’intervento dei Carabinieri è stato cruciale anche in situazioni di emergenza, dove la vita delle vittime era direttamente in pericolo. In tre casi, i militari hanno dovuto trasportare urgentemente la vittima al pronto soccorso più vicino per garantirle le cure mediche necessarie. Solo dopo questo momento critico, le vittime sono state incoraggiate a denunciare l’abuso subito.

Una piaga sociale che non risparmia nessuna fascia d’età, nazionalità o stato sociale. La casistica del mese scorso ha dimostrato una varietà e un diffondersi dell’abuso che coinvolge tutti gli ambienti della provincia di Viterbo.

L’appello rivolto dai carabinieri alle donne è quello di denunciare sempre e subito.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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