
VITERBO – I Fiorillo guardano al futuro, nel segno di una nuova Macchina dopo Gloria.
Se la passione per la Macchina di Santa Rosa fosse una febbre e si volesse misurare la temperatura dei Fiorillo non basterebbe un termometro ordinario. Febbre a novanta, fisso. Roba che non nasce e si esaurisce nell’arco di qualche giorno al ridosso del tre settembre ma che è argomento di confronto quotidiano dieci mesi su dodici.
Vincenzo Fiorillo i suoi figli, Mirko e Alessio, li ha cresciuti nell’amore per Santa Rosa, di cui è veramente e profondamente devoto. Con sua moglie sono stati l’ultima coppia a sposarsi nella basilica intitolata alla patrona. Forse anche questo un segno del destino.
In questi giorni del Trasporto ha fatto una confessione importante: “Non so io ma i miei figli sicuramente vorranno continuare a essere costruttori di Macchina. Se non dovessimo vincere il prossimo bando metteremo comunque a disposizione le nostre competenze e professionalità al vincitore”. Per Gloria non è ancora arrivato il momento del congedo. E’ finito formalmente l’appalto di cinque anni ma il sindaco Giovanni Arena ha già fatto sapere che ci sarà l’allungo di almeno un anno.
Poi inizierà, salvo ulteriori proroghe, una nuova avventura. E i Fiorillo ci saranno. “Perché non è una questione di business – spiega il capostipite Vincenzo – ma di passione profonda. E quando ce l’hai non ti salvi”.
Edilnolo è stata al fianco di Contaldo Cesarini in passato, poi ancora con Fiore del Cielo. Ora è in prima fila e intende rimanerci.


















