Vincenti: "Matrimoni fuori dalla sede comunale a Viterbo, sì ma con quali mezzi?"
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Cinzia Vincenti, segretaria territoriale degli Enti locali per la Fp Cgil, solleva dubbi dopo che l'ultimo consiglio comunale ha approvato all'unanimità la possibilità di celebrare i matrimoni civili a Viterbo anche al di fuori della sede del Comune.

“Come è possibile che in nemmeno due mesi tutti i problemi che avevano spinto a rinviare il punto all’ordine del giorno siano stati superati?”. La sindacalista ricorda: “Personale già insufficiente, no ad ulteriori compiti”
Cinzia Vincenti, segretaria territoriale degli Enti locali per la Fp Cgil, solleva dubbi dopo che l’ultimo consiglio comunale ha approvato all’unanimità la possibilità di celebrare i matrimoni civili a Viterbo anche al di fuori della sede del Comune.

“A fine febbraio – ricorda – quando per la prima volta se ne parlò, sia dalla maggioranza sia dall’opposizione vennero sollevate perplessità non tanto nel merito della proposta quanto nella sua fattibilità. Come purtroppo ormai è noto, la carenza di personale dell’ufficio di stato civile e dell’anagrafe a Palazzo dei Priori negli ultimi anni non ha fatto che peggiorare. I dipendenti, già ridotti all’osso, devono far fronte a un numero sempre maggiore di funzioni complesse che richiedono competenze tecniche e assunzioni di responsabilità”. Compiti che prima erano dell’autorità giudiziaria ora sono del personale dei due uffici, come le unioni civili, l’attribuzione del cognome materno al figlio, i divorzi. la gestione degli immigrati comunitari, la carta d’identità elettronica, ecc.

Vincenti ricorda infine come la situazione dei dipendenti demografici degli enti locali sia già all’attenzione della Fp Cgil nazionale. “Proprio in questi giorni il segretario nazionale Federico Bozzanca ha annunciato la costituzione di un gruppo di studio di settore per l’approfondimento delle tematiche e criticità dell’area demografica, con la consapevolezza della necessità di un riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori per i ruoli complessi e delicati che svolgono quotidianamente.
Dopo il primo passo fatto con il nuovo contratto delle funzioni locali in termini di incremento dell’indennità specifica, adesso le prossime Rsu avranno gli strumenti per rispondere alle nuove esigenze nell’ambito della contrattazione integrativa. Si lavorerà – conclude -anche per fornire risposte sul versante della classificazione del personale, argomento non ancora chiuso a livello di contratto nazionale”.

“È finito il tempo di considerare queste lavoratrici e lavoratori alla stregua di “macchine certificatrici”. Per questo – dichiara Vincenti – temo che la proposta, soprattutto in vista delle imminenti elezioni, sia stata approvata in maniera superficiale e non ponderata, non tenendo conto dei mezzi inadeguati e insufficienti per metterla in pratica. Come Cgil monitoreremo attentamente la situazione e pretenderemo un accordo per tutelare il personale che si renderà disponibile a celebrare i matrimoni civili fuori dalla sede comunale e probabilmente oltre il normale orario di lavoro, con ulteriori disagi e aggravio di responsabilità. A meno che siano il sindaco, gli assessori o i consiglieri a farsene carico senza supporto di personale, come già avviene in alcuni comuni della Tuscia. Non permetteremo che il prezzo dell’approssimazione ricada sulle spalle dei lavoratori”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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