Villa Rosa alla mostra bagnorese di Achille Perilli, Casa Civita luogo di dialogo e inclusione
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BAGNOREGIO - Profili e Bigiotti accolgono 24 ospiti della struttura e lanciano Casa Civita come luogo di incontro e inclusione.

BAGNOREGIO – Gli ospiti di Villa Rosa in visita, questa mattina, a Casa Civita per la mostra del maestro Achille Perilli. L’importante realtà viterbese, gestita dalla Suore Ospedaliere, ha organizzato una giornata nel borgo di Bagnoregio.

A Palazzo Petrangeli, sede della società municipalizzata per lo sviluppo turistico del Comune di Bagnoregio, 24 ospiti del centro sono stati accolti dal sindaco Luca Profili e dall’amministratore unico della società Francesco Bigiotti. “Vi accogliamo con il sorriso, convinti che questo nostro legame sia qualcosa di prezioso e rappresenti un messaggio importante. Sarete sempre i benvenuti e ci piace molto avervi ospiti della mostra di Perilli e del nostro borgo”. Le parole di benvenuto al sindaco Luca Profili.

“’L’arte è un linguaggio straordinario capace di unire e superare ogni barriera – così l’amministratore unico di Casa Civita Bigiotti -. Casa Civita deve essere un luogo di incontro, inclusione e scambio. Ringraziamo infinitamente per questa mattinata con noi e per avere scelto di esplorare il borgo di Bagnoregio”.

Il responsabile di Psichiatria Vittorio Digiacomantonio ha espresso apprezzamento per l’accoglienza che da tempo Bagnoregio sa riservare agli ospiti di Villa Rosa: “Per me Bagnoregio rappresenta un’idea forte e valida per tutta la provincia, quasi uno stile di vita. E’ un piacere e un onore condividere del tempo insieme e trovo straordinario l’invito che avete voluto rivolgere ai nostri ospiti di venire a visitare la mostra di un grande maestro dell’astrattismo come Achille Perilli”.

Il gruppo di Villa Rosa ha organizzato una giornata di visita alla mostra di Perilli e al centro storico di Bagnoregio, coronato da un pranzo in un ristorante del posto. Una forma di turismo di prossimità che rappresenta una frontiera interessante per una crescita capace di andare anche oltre ai flussi per Civita.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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