Villa Lante spopola in Russia, ma a Viterbo mai fatto niente per metterla a frutto
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In effetti il Comune di Viterbo dovrebbe investire e sviluppare un piano di comunicazione di Villa Lante con l'obiettivo di attirare flussi turistici e organizzare l'accoglienza. Da questa accoglienza è ragionevole immaginare un indotto economico e quindi lavorativo, figlio della messa a frutto del bene.

“I giornalisti hanno mostrato interesse verso i nostri giardini, in particolar modo quelli storici, come Villa Lante, promossi attraverso i filmati proiettati”. Le parole appartengono all’assessore al Turismo di Viterbo Giacomo Barelli. Le ha pronunciate a commento dell’esperienza al MIIT di Mosca, dove si è incontrato il mondo del turismo internazionale.

L’attenzione che è stata in grado di suscitare Villa Lante è un chiaro indice dell’attrattività di questo bene a livello internazionale. Una capacità di attrazione turistica mai veramente messa a frutto. Né dalla precedenti né dall’attuale amministrazione comunale. Sterile trincerarsi dietro la classica scusa che Palazzo dei Priori non è proprietario del bene. Scusa accampata più volte dal sindaco Michelini, di recente anche durante l’intervista con cui La Fune gli ha strappato l’impegno a darsi da fare, in questo ultimo anno di amministrazione, nella valorizzazione.

In effetti il Comune di Viterbo dovrebbe investire e sviluppare un piano di comunicazione di Villa Lante con l’obiettivo di attirare flussi turistici e organizzare l’accoglienza. Da questa accoglienza è ragionevole immaginare un indotto economico e quindi lavorativo, figlio della messa a frutto del bene.

Il racconto di quanto accaduto a Mosca ci spinge, come giornale, a rimarcare la necessità di mettere a frutto Villa Lante.

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