Villa Lante rinasce grazie a 7 milioni del PNRR: accessibilità ai disabili, restauri, rinnovo degli impianti e valorizzazione del verde
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VITERBO - Il giardino sarà restaurato per quanto riguarda gli elementi in pietra: le vasche, le statue, le strutture architettoniche ma anche sul piano dei giochi d'acqua.

VITERBO – Sette milioni di euro, tutti fondi del PNRR, per fare tornare a splendere quel gioiello unico che è Villa Lante di Bagnaia. Soldi che serviranno per i restauri di tutta la parte monumentale, per sistemare il complesso sistema di impianti idrici e dare splendore al patrimonio verde di quello che è considerato il primo esempio di giardino all’italiana. 

La Direzione Generale Musei, soggetto attuatore del progetto, lo ha illustrato questo martedì 21 novembre alla stampa. 

Per quanto riguarda il delicato tema dell’accessibilità sono previsti interventi finalizzati a rendere possibile quella fisica anche ai disabili con un circuito di visita dedicato. Ma il piano prevede la realizzazione anche di un impianto di illuminazione per aumentare l’orario di visita e prevedere anche la possibilità di ingressi in notturna. 

Il giardino sarà restaurato per quanto riguarda gli elementi in pietra: le vasche, le statue, le strutture architettoniche ma anche sul piano dei giochi d’acqua, molti dei quali oggi malfunzionanti. 

Sono inoltre previsti interventi, su tutto il parco, per la valorizzazione della vegetazione presente. Una parte del progetto punta all’efficientamento energetico e al risparmio idrico con impianti di ricircolo delle acque e vasche per consentire una riserva idrica per annaffiare durante i periodi di siccità.

In questi mesi è stato condotto un intenso lavoro di progettazione a cui hanno partecipato dodici gruppi e società di progettazione. Ora si entra nella fase di affidamento per la realizzazione del progetto esecutivo. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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