Villa Lante, perché non recuperare l'antico labirinto? Un dipinto ne prova l'esistenza
labirinto
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In un antico dipinto all'interno della Palazzina Gambara emerge un elemento decorativo di Villa Lante che potrebbe essere interessante, ed economico, recuperare.
Il dipinto col labirinto nella Palazzina Gambara

Villa Lante, un patrimonio da tutelare e rilanciare. Come? Anche cercando di aggiungere qualcosa di nuovo all’esistente. Un’idea? L’antico labirinto “verde”, che sapeva accogliere i visitatori del luogo, posizionato all’esterno della villa. Se ne trova traccia e memoria in un affresco del XVI secolo, collocato al piano terra della palazzina Gambara, la prima delle due – che campeggiano sul giardino all’italiana – a essere costruita.

Un pezzo della storia della villa di Bagnaia che sarebbe interessante recuperare. Anche con una spesa, tutto sommato, ridotta. Un elemento per aggiungere bellezza a un posto unico, che merita massima attenzione e recupero delle sue originalità.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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