Villa Lante, l'occasione che Bagnaia perde ogni giorno
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A Tivoli il turismo genera lavoro e denaro. E anche se non è tutto oro però un indirizzo è stato dato ed è visibile. Viterbo invece cosa ha fatto negli anni passati e sta facendo per Bagnaia e Villa Lante?

882 turisti nella giornata di domenica 24 aprile, 742 il giorno dopo. Non certo numeri da capogiro ma comunque una realtà. Sono questi i dati di Villa Lante. Il 2015 si è chiuso con 84mila biglietti staccati e tutto questo a fronte di una comunicazione prossima allo zero e a un sistema di accoglienza turistica che non esiste nel territorio.

Così anche da chi viene a vedere la “madre dei giardini all’italiana” non si riesce a ottenere il massimo in termini di soldi che vengono spesi sul territorio in occasione della visita. Questo si traduce in non sviluppo di posti di lavoro che pure sarebbero possibili e tanto utili in una zona del centro Italia attanagliata dalla disoccupazione, specie giovanile.

Per rendersi conto di cosa potrebbe diventare Bagnaia basterebbe fare visita a Tivoli. Qui la principale attrazione è Villa d’Este, che nel 2014 rientrò tra i primi dieci beni dello stato con maggiore capacità di attrazione turistica con i suoi 451.999 visitatori. Villa Lante non ha niente da invidiare quindi le ragioni dello scarso successo di quest’ultima vanno individuate altrove.

Essenzialmente l’azione di promozione e valorizzazione di questo bene unico dovrebbe partire da Palazzo dei Priori. Quale sindaco o amministratore può essere considerato non responsabile della mancata valorizzazione di un bene, della mancata capacità di individuare una strada capace di metterlo a frutto e determinare la nascita di posti di lavoro? Naturalmente si tratta di una responsabilità squisitamente politica. Soprattutto in tempi di vacche magrissime servirebbe una classe dirigente arguta, capace di trovare rotte da cui far venire fuori denari e lavori. A Tivoli il turismo genera lavoro e denaro. E anche se non è tutto oro però un indirizzo è stato dato ed è visibile. Viterbo invece cosa ha fatto negli anni passati e sta facendo per Bagnaia e Villa Lante?

Occorrerebbe sviluppare una strategia di valorizzazione turistica e di comunicazione del borgo e della principale attrazione, investire in arredo urbano e nella realizzazione di parcheggi a pagamento per i non residenti. Anche questo è sicuramente un modo di fare cassa utilizzato in moltissime città e realtà turistiche. La Villa è lì, potenzialmente una miniera d’oro e lavoro. Un sistema di lavoro dove sarebbe possibile inserirsi con idee, passione e competenza. Magari smettendola di affidare tutte le speranze al fatto che sul territorio apra il grande marchio di turno e di avere abbastanza santi in paradiso per entrare nelle grazie dei selezionatori. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

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