Villa Lante, il parco resta ancora non fruibile
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In pratica non è possibile avventurarsi nel parco vero e proprio, quel bosco di lecci dove sono custodite le meraviglie del “conservone della neve” e una serie di altre fontane. Il tutto perché non sono stati ancora controllati gli alberi e la zona rimane da mettere in sicurezza.

Il parco di Villa Lante non è ancora fruibile. Se ci si reca sul posto ci si può facilmente rendere conto che rispetto alle scorse settimane poco è cambiato. In sostanza in seguito all’incontro di venerdì si è deciso di riaprire la zona del prato davanti all’ingresso del giardino monumentale, ma il resto è ancora delimitato dalle strisce bianche e rosse.

In pratica non è possibile avventurarsi nel parco vero e proprio, quel bosco di lecci dove sono custodite le meraviglie del “conservone della neve” e una serie di altre fontane. Tra queste anche il vascone con al centro la testa, con quattro facce, di Enea.

Sul sito del Polo Museale del Lazio campeggia la scritta: ”A seguito di sopralluoghi congiunti e di proficui accordi per la migliore valorizzazione della Villa Lante a Bagnaia, il direttore del Polo museale del Lazio Edith Gabrielli il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e il presidente della Pro Loco di Bagnaia Laura Belli comunicano che sarà possibile visitare il giardino monumentale e il parco aperti al pubblico nei giorni festivi di novembre e dicembre dalle 9 alle 16.30”.

Tutto vero per quello che riguarda l’apertura nei pomeriggi festivi, grazie alla disponibilità di un gruppo di volontari della Pro Loco di Bagnaia. Ma il parco resta non visitabile. Devono infatti ancora essere effettuati i lavori di controllo sugli alberi, messi a dura prova dalle forti raffiche di vento del 2 ottobre scorso. Le stesse che stroncarono un leccio secolare all’interno del giardino monumentale determinando la rottura di circa un metro e mezzo della cinquecentesca fontana “del gambero” o “della catena d’acqua”. Con ogni probabilità i lavori di controllo e messa in sicurezza del parco saranno iniziati dai giardinieri questa settimana.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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