Villa Lante chiusa, sabato la manifestazione di protesta dei bagnaioli contro il Mibact
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VITERBO - Villa Lante resta in lockdown e Bagnaia insorge. La mancata apertura della splendida realtà sta creando grande malumore in paese e per questo sabato, 6 giugno, i bagnaioli si sono dati appuntamento davanti ai cancelli per una protesta pacifica all'indirizzo del Mibact e del Polo Museale del Lazio. 

VITERBO – Villa Lante resta in lockdown e Bagnaia insorge. La mancata apertura della splendida realtà sta creando grande malumore in paese e per questo sabato, 6 giugno, i bagnaioli si sono dati appuntamento davanti ai cancelli per una protesta pacifica all’indirizzo del Mibact e del Polo Museale del Lazio. 

Il piano di riaperture della Direzione Regionale Musei Lazio e della Direzione Musei Statali della Città di Roma – che consente al pubblico di tornare a visitare alcuni tra i più importanti luoghi della cultura della Regione, nel rigoroso rispetto delle normative di sicurezza e secondo i principi di sperimentazione, gradualità e sostenibilità indicati dal Comitato Tecnico Scientifico – non contempla il sito viterbese.

Le prime attrazioni sono state riaperte il 19 maggio: il Museo Archeologico Nazionale e Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina, Palazzo Farnese a Caprarola (20 maggio).

Il calendario delle successive aperture previste riguarda i siti di Cerveteri e Tarquinia (Musei e Necropoli), Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano-Roma), Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (Roma), Pantheon (Roma), Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz (Viterbo), Museo archeologico nazionale “G. Carettoni” e Area archeologica di Casinum (Cassino), Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica (Sperlonga), Museo Archeologico di Vulci (Canino), Museo Nazionale del Palazzo di Venezia (Roma), Comprensorio archeologico e Antiquarium di Minturnae (Latina). Nessun accenno alla madre dei giardini all’italiana.

Una realtà tra l’altro per gran parte all’aria aperta. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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