Videosorveglianza, rapporto forte con le forze dell'ordine e impegno per decoro urbano e associazionismo. Ecco la ricetta di De Simone per una Viterbo più sicura
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“Una città videosorvegliata e un rapporto di collaborazione costante e capillare tra Comune e forze dell'ordine. Viterbo deve tornare a essere un luogo sicuro. La sicurezza è un tema fondamentale che la prossima amministrazione dovrà centrare per restituire un futuro alla nostra città”. Così Andrea De Simone, candidato al consiglio comunale con Fratelli d'Italia.

“Una città videosorvegliata e un rapporto di collaborazione costante e capillare tra Comune e forze dell’ordine. Viterbo deve tornare a essere un luogo sicuro. La sicurezza è un tema fondamentale che la prossima amministrazione dovrà centrare per restituire un futuro alla nostra città”. Così Andrea De Simone, candidato al consiglio comunale con Fratelli d’Italia.

“Ho in mente un territorio dove sia rispettato il diritto di tutti di andare in ogni quartiere, in ogni parco pubblico e sentirsi sereni – continua De Simone -. Oggi la percezione della sicurezza tra i cittadini viterbesi è in significativo calo. Diverse aree, nel tempo, sono state lasciate a se stesse, diventando un po’ terra di nessuno. Un esempio importante lo abbiamo avuto per mesi sotto gli occhi con Prato Giardino. Poi diversi cittadini si sono attivati, con una serie di iniziative, e le forze dell’ordine hanno ristabilito una situazione dignitosa. Una buona amministrazione dovrà saper equilibrare il controllo degli spazi pubblici con azioni volte a favorire iniziative e momenti di incontro e aggregazione positiva. Se un luogo lo abbandoni è molto probabile che diventi luogo di degrado, anche sociale”.

Politiche per la sicurezza, questo uno dei temi cari al candidato di Fratelli d’Italia. “Ma bisogna avere anche qui una visione attuale della problematica – prosegue -. Più della repressione vale la prevenzione e su questo terreno un Comune virtuoso e attento può seminare molto. Mi impegno a lavorare per trovare tra i capitoli di bilancio le risorse necessarie alla cura delle periferie. Dai parchi pubblici, ai marciapiedi, passando per quello che più comunemente si chiama decoro urbano.

Un luogo bello e vivo scoraggia il radicarsi di situazioni di degrado sociale pericolose per l’incolumità e la sicurezza. E’ quindi una questione di presidiare gli spazi e metterli al servizio della città. Preziosa, e da sostenere in tal senso, l’iniziativa di quelle associazioni che promuovono il rispetto e l’amore per il proprio territorio”.

A scoraggiare comportamenti aggressivi e socialmente pericolosi risulta preziosa l’installazione di telecamere. “Fratelli d’Italia, anche dai banchi dell’opposizione, ha più volte battuto sul tasto. La videosorveglianza è alleata della sicurezza della città – conclude De Simone -”.

Nell’agenda del candidato tre azioni sono alla base di efficaci politiche per la sicurezza: videosorveglianza, rapporto continuo e coordinato tra Comune e forze dell’ordine e politiche di promozione del decoro urbano e di associazioni che si occupano di aggregazione e promozione del rispetto per il territorio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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