Vicenda Talete, 'Non ce la Beviamo': "Se l'intenzione è privatizzare l'acqua siamo pronti alle barricate"
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VITERBO - "A chi richiede quei soldi che lo stesso Comune ha “incautamente” prestato alla società sapendo bene che non possono essere restituiti? - continuano in una nota -.

VITERBO – “A che gioco si divertono gli amministratori di Viterbo? Lo scaricabarile o il gioco delle tre carte? Solo cinque giorni fa il Comune di Viterbo, quale massimo azionista della Talete Spa , si è “affannato” a nominare un CdA anche a rischio di spaccare la maggioranza, e poi pignora i conti della società? Ciò fa presupporre che già cinque giorni fa, ad un passo dalle elezioni amministrative, il giochetto era già stato studiato”, così dal Comitato Non ce la Beviamo.

“A chi richiede quei soldi che lo stesso Comune ha “incautamente” prestato alla società sapendo bene che non possono essere restituiti? – continuano in una nota -.

E’ forse la manovra per regalare tutto il pacchetto del servizio idrico ad Acea sotto una finta azione di risanamento pagata dai cittadini? Diviene oramai sempre più evidente la necessità di ritornare ad una politica seria e responsabile che affronti la gestione del servizio idrico nella nostra provincia. Nel frattempo, il Comitato Non ce la Beviamo sta promuovendo in tutta la provincia iniziative contro la privatizzazione dell’acqua ed il superamento della Talete o di qualunque altra forma di Società per Azioni, costruendo un percorso condiviso con le comunità locali.

Le prime assemblee, Farnese e Gallese, e il grande interesse e partecipazione al dibattito, dimostrano come la volontà dei cittadini sia determinata ad affermare che occorre sottrarre dalle logiche del mercato e del profitto la gestione di un bene comune che è pubblico per sua natura.

Le assemblee si sono espresse contro il modello di gestione Talete Spa e contro qualunque altro modello di gestione privatistica che estrometta la gestione del servizio idrico dal territorio e dalla comunità a cui appartiene.

Il Comitato Non ce la beviamo esprime la propria soddisfazione per la risposta che sta ottenendo nei vari paesi della provincia e, insieme ai comitati che si stanno formando, lancia la proposta di un coordinamento provinciale di lotta in grado di costruire una forte mobilitazione capace di imporre l’attuazione della legge 5 del 2014 per la ripubblicizzazione dell’acqua nel nostro territorio e il superamento di forme di gestione privatistiche come Talete o di qualunque altra Società di diritto privato.

La misura è, ormai, colma. Se la via intrapresa dalla politica locale è quella di percorrere ancora la strada della privatizzazione tradendo definitivamente la volontà dei cittadini, il Comitato è pronto alla mobilitazione con ogni forma di protesta, dalle manifestazioni in piazza, ai picchetti permanenti fino ad arrivare, se dovesse occorrere, ad atti pacifici ma di disobbedienza civile.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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