Vicenda incredibile alla Capretta, "La burocrazia è il mantello di tante cretinate"
Michelini santa Barbara
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Ora fermatevi un attimo e ragionate a fondo su cosa è scritto in questa lettera che un cittadino intende fare arrivare al sindaco Leonardo Michelini e all'assessore Maurizio Tofani (che in realtà è più scusabile perché entrato in giunta da poco).

“La burocrazia è il mantello di tante cretinate”, ci piacerebbe che all’ingresso di qualsiasi edificio pubblico venisse scritta questa frase. Il tutto per ricordare a chi lavora e dirige gli uffici di enti al servizio dei cittadini che i problemi vanno risolti con capacità di comprensione e concretezza.

Altrimenti la burocrazia, specie se interpretata “ad minchiam” e secondo i propri comodi, rischia di diventare un mantello buono per coprire l’ignavia. E questo oltre a essere peccato per i credenti è inaccettabile per i contribuenti che con le tasse sul proprio lavoro mantengono chi dovrebbe occuparsi di dare risposte. Sempre e comunque risposte.

Ora fermatevi un attimo e ragionate a fondo su cosa è scritto in questa lettera che un cittadino intende fare arrivare al sindaco Leonardo Michelini e all’assessore Maurizio Tofani (che in realtà è più scusabile perché entrato in giunta da poco).

 

“Sindaco, Assessore,

sono un contribuente che vive nei pressi di Strada Capretta, a Viterbo, nel quartiere di Santa Barbara/Capretta. Dopo più di 2 anni è stato effettuato lo sfalcio dell’erba sui bordi della strada.

Lo sfalcio ha portato a galla ciò che ho più volte segnalato e che, con il crescere dell’erba, era stato inglobato nella vegetazione. La straordinarietà dell’ultima operazione (perché un’operazione su base più che biennale non può esser definita ordinaria) ha creato ciò che era prevedibile: tutto ciò che era nascosto è strato trinciato e mescolato con l’erba tagliata e lasciato sul posto.

Ho più volte chiesto, in tempi non sospetti, se potevo raccogliere, magari di notte, tutti i sacchetti che alcuni incivili (ahimè sempre più in verità) si dilettano a lasciare nelle siepi o a bordo strada.
Non si poteva perchè la strada è troppo stretta e potevo essere di intralcio alla circolazione.
Ho chiesto ai vigili se si poteva richiedere di chiudere la strada per alcune ore, ma da cittadino è risultato piuttosto complicato, ho allora chiesto se potevo trascinare sul sedime stradale ciò che trovavo nelle siepi, per un successivo intervento , magari coordinato, con la ditta preposta ma, mi hanno detto che sarei stato multato. Mi hanno anche detto che poi sarebbero divenuti rifiuti speciali e quindi da raccogliere con altre procedure…

Insomma, una serie infinita di complicazioni che da perfetto ignorante disconosco e che limitano fortemente la volontà a risolvere il problema. Io sono uno solo e non ho un appalto per risolvere questo tipo di problema. Ecco perché chiedo aiuto. Perché è tutto lì e il 90% è plastica e rimarrà lì, per centinaia di anni, ove non viene raccolta. Allego un video fatto con un telefono.

Aggiungo inoltre, che mi offro di farVi vedere la situazione, quando e come vorrete, e mi offro di fornire aiuto con guanti e rastrello, anche con la mia famiglia. Ma da contribuente non posso fare da solo ciò per cui pago delle tasse e non posso comunque rimanere indifferente di fronte a questo scempio.

Utilizzo questo mezzo perché sicuramente qualcuno Ve lo riferirà. Ove non riuscissi lo invierò a tutte le testate giornalistiche locali. Aggiungo anche che questo scempio, ove tutto rimanesse in loco, sarebbe una sorta di invito per quegli incivili che sono causa di questo disagio. Come dire, la discarica è aperta, potete continuare pure.

Tanto nessuno di loro si sconvolgerà per questa vergogna ma, al contrario, potrebbero rimanere sorpresi nel caso in cui fosse pulito.

Distinti saluti”

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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