"Vicenda del Genio grottesca: il sindaco ascolti Pelliccia"
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Sergio Insogna e Francesco Moltoni vanno all’attacco dell’amministrazione Michelini che ha deciso di tirare dritto sul bando per il cinema comunale

“La vicenda del Genio è grottesca”. Sergio Insogna e Francesco Moltoni vanno all’attacco dell’amministrazione Michelini che ha deciso di tirare dritto sul bando per il cinema comunale senza voler nemmeno ascoltare le proposte del Commissario della Biblioteca, ente pubblico di cui fa parte il Comune di Viterbo, Paolo Pelliccia (quiqui invece le parole di Giacomo Barelli). “Chiediamo – dicono – come si fa a priori e senza dare un minimo di attenzione a questa importante e significativa proposta a dire: non interessa perché noi siamo per i progetti dei privati e vogliamo fare un bando per conoscere i loro eventuali progetti ed i relativi investimenti. Questa chiusura preconcetta ed immotivata suona strana e non fa presagire nulla di buono, vista la fretta con cui qualcuno vuole spingere la pubblicazione del bando per i privati”.

Moltoni e Insogna poi rinnovano al sindaco Michelini “nella sua doppia veste di componente del Consorzio Bibilioteche, in parte, del Comune di Viterbo e Sindaco del medesimo comune” di approfondire la questione e verificare la fattibilità della proposta e del progetto annunciato da Pelliccia. “Come fa il sindaco Michelini – domandano – a permettere che qualcuno che lei ha delegato (l’assessore Giacomo Barelli, ndr) possa ignorare la proposta fatta dal Consorzio Biblioteche? Ostinarsi a fare brutte figure, retromarce, cambiamenti di scelte od azioni arroganti e di pura presunzione amministrativa – concludono – non è la strada per risolvere questioni riguardanti la riqualificazione di patrimoni comunali storici come il Teatro Genio”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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