Viale Trento, qui la scarsa illuminazione alimenta il degrado e la microcriminalità
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VITERBO - La nuova illuminazione è infatti particolarmente soffusa e questo aumenta il senso di insicurezza di tanti che da queste parti si trovano a trascorrere tante ore della giornata per questioni essenzialmente lavorative.

VITERBO – Viale Trento semibuia e sempre più appiattita in una dimensione di degrado. Siamo in un punto della città particolarmente significativo. Qui affacciano la stazione di Porta Fiorentina, un’importante e molto frequentata fermata degli autobus Cotral e gli spazi della biblioteca provinciale Anselmo Anselmi. Migliaia i destini che si incrociano ogni giorno, al buio di viale Trento.

La nuova illuminazione è infatti particolarmente soffusa e questo aumenta il senso di insicurezza di tanti che da queste parti si trovano a trascorrere tante ore della giornata per questioni essenzialmente lavorative. “Il Comune dovrebbe intervenire e illuminare bene ogni angolo di questo spazio – ci raccontano dei frequentatori abituali -. La scarsa illuminazione favorisce il diffondersi della microcriminalità, tra spaccio e prostituzione”.

Le persone non si sentono sicure e sono convinte che l’affermarsi di una piazza di spaccio in questo posto sia dovuta proprio al fatto che si può fare qualsiasi cosa e rimanere non visti. Le forze dell’ordine passano più volte al giorno, spesso si fermano anche per controlli accurati e chiedere i documenti. “Il loro impegno non basta, serve un intervento strutturale”, continua il titolare di un’attività.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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