
VITERBO – Viale Trento è arrivato all’attenzione di tutti. I cittadini, da sempre, lamentano lo stato di abbandono e degrado umano in cui versa la zona ma la politica, negli ultimi dieci anni, si è fatta grandi sonni. Ora balza all’ordine del giorno dell’agenda cittadina la necessità di trovare un luogo dove trasferire gli studenti dell’Ellera, i cui edifici storici saranno oggetto di importanti lavori, e uno stabile nei pressi di viale Trento sembra essere per una serie di ragioni più adatto di altre opzioni.
Da qui l’attenzione per la politica, incalzata dai genitori che giustamente ricordano quello che doveva essere già risolto da tempo e che invece è rimasto lì nell’indifferenza. Quello che andava attenzionato e risolto è il degrado umano in cui è sprofondata l’area. E se gli stolti inizieranno a gridare al razzismo cercheremo comunque di andare avanti con il ragionamento perché il razzismo, nell’anno di grazia 2024, non è un argomento che temiamo.
La situazione di viale Trento è inaccettabile per bianchi, neri, gialli e marroni e nel diritto alla sicurezza di bianchi, gialli, neri, marroni e rossi va affrontata. Superando tutti concetti da Amistad e partendo dall’assunto che tutti gli uomini sono uguali in quanto uomini affermiamo molto semplicemente che la situazione di Viale Trento va risolta nell’interesse omnicomprensivo della città e dei cittadini.
A Viale Trento c’è una piazza di spaccio, c’è una situazione di bivacco permanente, si verificano episodi intollerabili come chi usa la macchinetta per le fototessere come bagno pubblico e le ragazze (di ogni colore e religione) spesso finiscono per subirsi commenti pesanti solo per il fatto di attraversare un’area della città alla deriva.
In tutto questo non possiamo non ricordare che lì c’è un gioiello di civiltà e anche di “imprenditoria” che è il Consorzio Biblioteche. Lì c’è chi in questi anni ha lavorato davvero e ha fatto nascere un luogo di cultura. Chiaramente quel luogo di cultura e di eccellenza è stato lasciato solo, mai difeso dal degrado dell’intorno. E se oggi la politica narcolettica locale si accorge di viale Trento è solo perché qualche genitore strilla. Non è forse giusto, chiediamo ai consiglieri comunali, garantire condizioni di massima tranquillità decoro e sicurezza anche a chi frequenta la biblioteca? Non ha forse la biblioteca Anselmi anche una vasta raccolta di libri per bambini a disposizione di bianchi, gialli, neri, arancioni e fucsia?
Ora che il sonno della politica viterbese su Viale Trento sembra essersi interrotto si faccia il necessario per restituire ai cittadini la zona. Indipendentemente dal trasferimento della scuola Ellera. Lì c’è una biblioteca per i grandi e per i bambini della città. Non tornate a dormire, liberate Viale Trento.


















