Viale Trento a luci rosse: "Fanno finta di aspettare il bus, ma aspettano i clienti"
Viale Trento (lato palestra)
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Certo le istituzioni e le forze dell’ordine potrebbero intervenire, magari non semplicemente cacciandole, ma cercando di capire il fenomeno per affrontarlo in un modo più efficace.

Battuage e adescamenti in pieno centro. A Viterbo tornano a farsi vedere in viale Trento, almeno così ci scrive un lettore, in pieno giorno donne in cerca di clienti ai quali offrire prestazioni sessuali: “Si spacciano per ragazze che aspettano il bus e fanno su e giù per il viale nell’attesa che qualcuno si fermi per contrattare”. Una volta accordato il prezzo e la prestazione, si sale in macchina e via. “Spesso in zona capitano anche Polizia e Carabinieri – ci scrive il lettore – ma non si accorgono e se ne vanno via come se niente fosse”.

È così dunque che tra le 15.30 e le 18.30 tra il Cinema Lux, la stazione di Porta Fiorentina e la Biblioteca provinciale, sul lato destro del viale, quello da poco ristrutturato, va in scena la più classica delle scene che vede coinvolte prostitute e clienti.

Il fatto insolito è che capiti in pieno pomeriggio e proprio a due passi dal centro storico, in una zona che è da considerarsi pieno centro. Certo non una novità, stando a sentire quel che scrive il lettore che infatti non si stupisce e ci dice che semplicemente “sono tornate” dopo essere state state cacciate da chi vive e lavora in zona.

Le istituzioni e le forze dell’ordine potrebbero intervenire, magari non semplicemente cacciandole (perché finirebbero semplicemente in un altro quartiere), ma magari cercando di capire il fenomeno e rilanciando su un piano legislativo più ampio facendo pressioni sulla Prefettura. Magari anche ragionando sulla possibile regolarizzazione della “professione”, la più vecchia del mondo, dalle case chiuse a chissà quali soluzioni.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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