Viaggio tra i vizi e paradossi della provincia, ecco Fulvio Venanzini
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VITERBO - La stand-up comedy, il genere comico di tradizione anglo-americana che sta avendo successo negli ultimi anni anche in Italia, arriva finalmente a Viterbo. E lo fa con uno dei figli più ''inquieti'' e talentuosi della Tuscia, Fulvio Venanzini. L'artista montefiasconese debutterà sabato sera al circolo ''Il Cosmonauta'' con il suo primo spettacolo completo, ''Bilancio Passivo''.

VITERBO – La stand-up comedy sbarca nella Tuscia, sabato sera il debutto di Fulvio Venanzini al circolo Il Cosmonauta. La prima volta non si scorda mai. Specie se sei da solo, su un palco, con gli occhi del pubblico incollati addosso. E un microfono è la tua unica arma di legittima difesa.

La stand-up comedy, il genere comico di tradizione anglo-americana che sta avendo successo negli ultimi anni anche in Italia, arriva
finalmente a Viterbo. E lo fa con uno dei figli più ”inquieti” e talentuosi della Tuscia, Fulvio Venanzini. L’artista montefiasconese debutterà sabato sera al circolo ”Il Cosmonauta” con il suo primo spettacolo completo, ”Bilancio Passivo”.

Uno show, spiega il comico, che è ”un racconto crudamente autobiografico e un viaggio tra i vizi e i paradossi della provincia, attraverso cui emergono le contraddizioni della società contemporanea”. Fulvio Venanzini, classe 1981, ha debutto come stand-up comedian nel 2017. Nel 2018 ha aperto vari spettacoli di Giorgio Montanini, comico di riferimento per il genere in Italia. ”Passati i santi, passati i morti, non vi rimango che io per chiudere la settimana in bellezza”, è l’invito dell’artista. L’appuntamento è per sabato 3 novembre, ore 21.30, al circolo Arci “Il Cosmonauta”, in via dei Giardini 11. L’ingresso con tessera (5 euro il costo) è riservato ai maggiori di 18 anni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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