Viaggio tra gli ingressi di Viterbo/5 – Porta Fiorentina tra l'orologio fermo e la trascuratezza
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In qualche modo si tratta di biglietti da visita del capoluogo della Tuscia e forse è giunto il momento di prendersene cura, visto il ruolo importante che giocano nella costruzione dell'immagine della città. Abbiamo iniziato da Porta San Leonardo, poi Porta della Verità, quindi Porta Romana e Porta Faul. Oggi è il turno di Porta Fiorentina.

Il grande orologio di Porta Fiorentina è da sempre il metronomo della vita cittadina di Viterbo, un orologio però ormai fermo da diverso tempo. Campeggia fiero su una delle porte più belle e grandiose della nostra città, anticamente chiamata Porta Lucia poi diventata Porta Fiorentina a seguito della presenza della strada statale Cassia in direzione Firenze e della vicina stazione ferroviaria.

Numerosi furono i lavori di ristrutturazione e di modifica della porta a partire dal 1768, ma il rifacimento di levatura maggiore fu quello che le ha donato l’attuale grandiosità del 1886, quando la locale Cassa di Risparmio, per facilitare il transito, finanziò l’apertura delle due aperture laterali più piccole e la demolizione dell’antemurale.

Porta Fiorentina accoglie, tutti i giorni, un gran numero di auto che entrano ed escono dal centro cittadino e funge da biglietto da visita per l’intera città. Lo stato di conservazione della porta è mediocre e poco curato, la vegetazione cresce indisturbata tra gli stemmi e i fregi in peperino. Le due aperture pedonali che accolgono cittadini e turisti sono circondate da fiori e da siepi ben curate, ma uno sguardo più attento, si noterà sicuramente qualche bottiglia di vetro di troppo che stona non poco con tutto quello che si vede intorno. I cartelli stradali aumentano l’effetto.

Una frase celebre recita “anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno”, succede anche con quello a Porta Fiorentina, ma diciamo che per una città che corre come Viterbo, non è proprio il massimo.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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