
VITERBO- Gloria svetta sul sagrato del Monastero di Santa Rosa. La piccola Santa viterbese è tornata a casa, 100 uomini vestiti di bianco l’hanno ricondotta nella tranquillità della sua casa. La serata di ieri ha confermato l’impeccabile devozione della macchina del trasporto.
San Sisto, ore 19:30- La piazza è già gremita, i balconi vestiti a festa aspettano l’arrivo dei facchini dall’alto. Ogni angolo è completo, ogni scalino riempito da giovani e bambini che aspettano il momento della partenza. Organizzazione impeccabile: strada delimitata in sicurezza, forze dell’ordine schierate a formare un cordone di protezione, addetti stampa pronti a immortalare ogni singolo momento.
Arrivano i facchini, bastano i rumori della piazza, suoni inequivocabili: entrano in chiesa, ma in poco tempo sono sul sagrato di fronte alla Macchina per ricevere la benedizione del Vescovo di Viterbo. Scattano gli abbracci, gli “in bocca al lupo”, le pacche sulle spalle. Il tempo stringe e tutta Viterbo aspetta Gloria per le vie della città. Il Presidente del Sodalizio Mecarini e il Sindaco Arena danno il proprio personale augurio per questo Trasporto incitando i facchini a stringere i denti per amore della città e della sua festa. Si spengono le luci, si entra nel vivo. La voce del Capofacchino chiama i ciuffi sotto la Macchina. Si apre il sipario, il “sollevate e fermi” da il via al Trasporto 2019.
Piazza Fontana Grande, ore 21:45- Sembra passato un attimo, una corsa verso la piazza regala a tutti l’immagine della bellezza della Macchina che illumina la città. Andamento perfetto. Gloria sembra leggera, una perfetta armonia. Uniche fonti di luce le tante candele che risplendono su Gloria. Si riparte, piazza del Comune aspetta.
Piazza del Plebiscito, ore 22:00- Via Cavour è durata un attimo, quella strada che ogni giorni ci sembra così lunga, è adesso soltanto un momento. Preoccupazione palpabile per la virata dedicata ai facchini scomparsi in questo ultimo anno, troppo poco spazio? Riusciranno a virare e rimettere la Macchina in posizione per affrontare Corso Italia?
E’ dura. Di certo lo spazio di manovra non è agevole, un problema ad un cavalletto fa alzare la pressione della piazza, ma tutto torna in ordine in pochi minuti. Una manciata di secondi scanditi dalla voce del Capo Facchino rimette Gloria in asse e si può tirare un sospiro di sollievo. Piazza del Comune ammira estasiata la bellezza della Macchina.
Mezz’ora di stop. Mezz’ora per riprendere fiato e affrontare la volata verso piazza delle Erbe, il Suffragio e poi il grandioso arrivo a Piazza del Teatro. L’emozione della gente è palpabile: in piedi, seduti o sulle finestre della Prefettura e del Palazzo Comunale non cambia nulla, tutti ammirano Gloria.
Piazza delle Erbe, ore 22:40- Pochi metri dal Comune, ma lo scenario cambia. I palazzi proteggono la Macchina dal vento che si è abbattuto su Viterbo già dal mattino, Gloria è protetta, l’arrivo a piazza delle Erbe è impeccabile.
Tutti i ragazzi appostati già dalla sera prima sulle fontane, urlano “Evviva Santa Rosa”, uno striscione dedicato ai facchini appare in cima alla fontana dei Leoni. E’ la piazza dei giovani, il loro abbraccio arriva forte e chiaro. Si riparte. Si recuperano minuti preziosi.
Piazza del Suffragio, ore 22:50- Rosso, bianco, luce e buio. La facciata della chiesa è l’unico colore oltre quello delle candele. I gradini della chiesa sono gremiti, via della Sapienza di più. Si corre, si cerca di trovare spazio per scattare qualche foto, guardare da un momento all’altro spuntare la Macchina dietro la curva dei palazzi.
Piazza del Teatro, ore 23:15- Dopo un breve stop alla fine del Corso, la volata finale. Piazza del Teatro è gremita: nessuna tribuna, nessuna sedia, solo un fiume umano in piedi da cima a fondo della piazza. L’entrata trionfale di Gloria cancella le ore in attesa, il grido delle gente accoglie i facchini che eseguono una girata perfetta mettendo la Macchina in posizione verso la volata finale fino al Monastero.
Manca poco, il rush finale è dietro l’angolo. Le famiglie dei facchini attendono gli eroi di bianco bordati di rosso sulle scale del Monastero per festeggiare un altro Trasporto, un’altra impresa riuscita senza macchia.
Monastero di Santa Rosa, ore 23:45- Dura tutto un attimo, un alito di vento. Quello che si sente dal fondo della piazza è solo gioia: “Fuori!” grida Sandro Rossi, Rosa è a casa ed è trionfo.
Si festeggia, ci si commuove, si brinda e già il pensiero va al prossimo anno quando sarà ancora una volta la notte più attesa e magica dell’anno. Al 2020.
Evviva santa Rosa!


















