Viaggio nella povertà a Viterbo - 713 persone: 253 italiani e 460 stranieri; hanno bussato nel 2017 al centro di ascolto Caritas
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Continua il nostro viaggio tra i numeri della povertà a Viterbo. Operativa sul campo l'associazione di volontariato Caritas Emmaus. Cuore di tutto il sistema di sostegno, aiuto e incoraggiamento il centro di ascolto di piazza Dante 2.

Continua il nostro viaggio tra i numeri della povertà a Viterbo. Operativa sul campo l’associazione di volontariato Caritas Emmaus. Cuore di tutto il sistema di sostegno, aiuto e incoraggiamento il centro di ascolto di piazza Dante 2.

La fotografia scattata dai dati ci dice che nel 2017 il centro di ascolto diocesano ha accolto 713 persone: 398 uomini e 315 donne, 253 italiani e 460 stranieri. Ben 271 nuclei familiari hanno bussato alla porta di piazza Dante. “Non esistono dati precisi sulla situazione nel resto della Tuscia – precisa il coordinatore Luca Zoncheddu -. Gli unici registrati sono questi di Viterbo ma le difficoltà sono ovunque e spesso le prime risposte arrivano dalle parrocchie di riferimento”.

L’associazione Emmaus è stata fondata nel 2001 e opera su tutto il territorio della Diocesi di Viterbo. Ha il compito di gestire il centro di ascolto e i servizi a esso collegati. L’associazione si rivolge a tutte le situazioni di bisogno: povertà economica, disoccupazione, disagio relazionale.

“La filosofia – ci spiega Luca Zoncheddu – è di accogliere e capire la persona che abbiamo davanti. Stabilire un rapporto di fiducia e quindi intervenire in base alle specificità del caso nella maniera più idonea”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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