Viaggio nella povertà a Viterbo - 3.761 pernottamenti al centro per senzatetto La Tenda nel 2017
senza tetto
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3.761 sono i pernottamenti garantiti nel 2017 dal centro per senzatetto La Tenda di Viterbo. Una struttura gestita e messa al servizio dalla locale sezione Caritas. 213 le persone che sono state ospitate. 136 gli stranieri e 77 gli italiani. Perché la povertà non fa distinzioni e i casi della vita possono mettere in difficoltà anche persone comuni.

3.761 sono i pernottamenti garantiti nel 2017 dal centro per senzatetto La Tenda di Viterbo. Una struttura gestita e messa al servizio dalla locale sezione Caritas. 213 le persone che sono state ospitate. 136 gli stranieri e 77 gli italiani. Perché la povertà non fa distinzioni e i casi della vita possono mettere in difficoltà anche persone comuni.

“La situazione è complicata, gli effetti della crisi si fanno sentire. Pesano sulla popolazione anche nel capoluogo della Tuscia. Una povertà che ha tanti volti – ci spiega il coordinatore della Caritas di Viterbo Luca Zoncheddu -. C’è una povertà di chi non riesce più ad avere un tetto, la povertà dei padri separati che non arrivano a fine mese nonostante un lavoro, una povertà data dall’assenza di occupazione, dalla perdita di questa anche a cinquant’anni suonati. Poi c’è una povertà subdola, quella educativa. Riguarda giovani e giovanissimi completamente allo sbando. Non studiano, non lavorano, non hanno una formazione e non la cercano. Come Caritas cerchiamo di dare risposte alle persone, di incontrarle, di stabilire un rapporto con loro”.

Ci raccontano storie incredibili. Anche di volontari della Caritas che si sono trovati davanti ex compagni di scuola. La Tenda, situata sopra la mensa Caritas di Porta San Leonardo, rappresenta un punto di riferimento importante per evitare che le persone dormano per strada. Vi si accede sempre dopo colloquio nel centro di ascolto di piazza Dante 2, sempre a Viterbo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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