Viaggio nella Civiltà Contadina e Artigiana, così vive il centro storico di Acquapendente
Acquapendente
Gli Stati Generali La Fune
ACQUAPENDENTE - Dal 22 al 25 agosto rievocazioni, mercatini, enogastronomia, musica, cultura nel centro storico.

ACQUAPENDENTE – Torna ad Acquapendente il Viaggio nella Civiltà Contadina e Artigiana, la manifestazione che promuove e valorizza le tradizioni agricole e artigianali del territorio.

Per quattro giorni, dal 22 al 25 agosto 2024, le vie del centro storico aquesiano saranno animate da rievocazioni di momenti di vita contadina, mercatini di artigianato con dimostrazioni, esposizione di attrezzi, intrattenimenti e spettacoli musicali, incontri culturali e stand enogastronomici dove, ogni sera dalle ore 19.00, sarà possibile gustare prodotti tipici nonché piatti preparati secondo antiche ricette.

Tra gli allestimenti, l’angolo del contadino in Piazzetta Fonte della Rugarella, il corredo di nozze in Via Rugarella, la carbonaia presso le Officine Kairos, “Motofolk” per le vie cittadine. I musei cittadini saranno aperti al pubblico, che inoltre potrà visitare numerose mostre. L’inaugurazione dell’edizione 2024 è in programma il 22 agosto alle ore 18.00 in Biblioteca Comunale.

In Piazza Girolamo Fabrizio trovano posto musica e balli con varie orchestre spettacolo a partire dalle 21.30, mentre nelle vie del centro si svolgeranno rievocazioni tra le quali il matrimonio contadino (22 e 24 agosto), il corteo contadino e artigiano (23 agosto) e la conclusiva veglia finale nell’aia alla Rugarella (25 agosto). Sempre il 25 agosto alle 19.00 in Via Roma sfilata sul recupero vintage e non a cura di Officine Kairos.

Questo e molto altro ancora nel ricco programma del Viaggio nella Civiltà Contadina ed Artigiana 2024, un evento a cura di Comune di Acquapendente Pro Loco di Acquapendente, Associazione Teatro Boni e Consiglio dei Giovani, con il sostegno di Regione Lazio e ARSIAL.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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