Viaggio nel sottotetto del Comune di Viterbo, tra canaline aperte, fili a vista, polvere, documenti e infiltrazioni d'acqua piovana (Guarda il video)
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VITERBO - Nei giorni dell'incendio di Notre Dames a Parigi è arrivata alla redazione de La Fune una segnalazione: "Andate a vedere nel sottotetto di Palazzo dei Priori". Per evitare di girovagare per gli uffici comunali abbiamo chiesto al primo consigliere che ci è venuto in mente, Giacomo Barelli, di accompagnarci nel posto che ci avevano indicato. 

VITERBO – Nei giorni dell’incendio di Notre Dames a Parigi è arrivata alla redazione de La Fune una segnalazione: “Andate a vedere nel sottotetto di Palazzo dei Priori”. Per evitare di girovagare per gli uffici comunali abbiamo chiesto al primo consigliere che ci è venuto in mente, Giacomo Barelli, di accompagnarci nel posto che ci avevano indicato. 

Lui ha accettato di seguirci e farci strada ed è rimasto, insieme a noi, sorpreso della situazione riscontrata. Proprio nei giorni dell’incendio a uno dei principali monumenti di Parigi ci siamo trovati, in redazione, a riflettere sulla sicurezza o meno dei nostri palazzi storici. La segnalazione arrivata ci ha spinto ad affrontare il tema che mettiamo davanti agli occhi dell’opinione pubblica e degli amministratori della città, poco importa se di maggioranza o di opposizione. 

Nella parte del sottotetto visitata, che vedete nel video, abbiamo trovato canaline rotte, aperte, fili all’aria, chili di polvere, documenti dimenticati (speriamo non sia nulla d’importante) e segni d’infiltrazioni d’acqua piovana dal tetto. Il tratto in questione è al tetto del lato del Bar Centrale. Sarebbe prezioso verificare tutto, soprattutto la copertura al di sopra delle stanze dipinte.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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