Viaggio nel Caffeina Christmas Village - Intervista al re degli Elfi
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Viaggio al Caffeina Christmas Village, alla ricerca dei protagonisti di questo Natale per intervistarli. Così siamo andati nel Mondo Magico dove abbiamo potuto incontrare il re degli elfi. 

di Michela Di Pietro

 

Viaggio al Caffeina Christmas Village, alla ricerca dei protagonisti di questo Natale per intervistarli. Così siamo andati nel Mondo Magico dove abbiamo potuto incontrare il re degli elfi. 

 

Benvenuti al Christmast Village! Come vi trovate in questo nuovo villaggio? E’ divertente?

“Vivere qui è bellissimo! L’anno scorso stavamo un po’ stretti, ma quest’anno il nostro arrivo è stato molto più comodo. Ci divertiamo, siamo tutti elfi buoni e i bambini viterbesi sono tanto gentili con noi, anche la mamme e i papà”.

C’è tanto lavoro al Christmast Village?

“Abbastanza, però il nostro è un lavoro bellissimo e lo facciamo volentieri. Poi a Viterbo ci sono sempre cose interessanti da vedere e da fare dopo una giornata di lavoro, quindi lo fai più volentieri”.

Qual è la prima cosa che hai visto arrivando a Viterbo?

“Una bambina felicissima davanti a tutte queste attrazioni, aveva gli occhi lucidi e non sapeva dove rivolgere la sua attenzione. Mi sono sciolto, è stata una cosa molto emozionante…anche per un Re!”.

Con i vostri giochi, si divertono di più gli adulti o i bambini viterbesi?

“Ho sentito ridere a crepapelle un sacco di papà!”.

C’è stata una persona che proprio non siete riusciti a far giocare?

“Non è mai facile. Devi sempre saperti adattare alla situazione e soprattutto alla persona che hai davanti, adulto o bambino che sia. Ci sono le persone timide, però alla fine si divertono tutti e giochiamo tutti insieme”.

Gli abitanti del posto vi hanno aiutato ad ambientarvi?

“Eh insomma. All’inizio non sono stati felicissimi, soprattutto la nostra musica non era molto amata però alla fine, con il passare dei giorni, siamo tutti diventati amici”.

Tornate a Viterbo il prossimo anno?

“Certo che si! Il prossimo anno porterò anche la mia chitarra, chissà che la sua musica non possa piacere di più rispetto a quella di quest’anno!”.

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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