Viaggio nei palazzi storici viterbesi- Al cospetto del podestà
comune viterbo
800 Monastero
VITERBO- Fatevi belli, tirate fuori "il vestito buono", oggi il podestà ci aspetta.

VITERBO- Fatevi belli, tirate fuori “il vestito buono”, oggi il podestà ci aspetta.

Vi chiederete qual è il palazzo del Podestà, passiamo sotto le sue finestre ogni giorno, ma pochi di noi sanno esattamente dove si trova. E’più vicino di quanto si pensi.

Il palazzo del Podestà è il vicino di casa di Palazzo dei Priori, la sede dell’amministrazione comunale di Viterbo. La Pinacoteca è il corridoio che collega i due palazzi e la sua storia risale alla metà del 1200 racchiudendo in se una storia tutta da leggere. 

Il Palazzo del Podestà, nato come Palazzo del Capitano del Popolo, sovrasta la torre dell’orologio, appartiene al palazzo la loggia che si affaccia su Piazza del Plebiscito. Secondo le testimonianze storiche dove oggi sorgono questi bellissimi edifici nell’antichità si trovava il grande cimitero della città. Il cimitero, poi distrutto per far posto agli edifici comunali, sorgeva vicino all’antica chiesa di Sant’Angelo in Spatha. 

La Torre dell’Orologio ricostruita senza le originali merlature nel 1487, dopo la rovina di un’ altra più antica. Slanciata, con i suoi 44 metri di altezza è ravvivata da un bel quadrante in ceramica e impreziosita da aristocratici stemmi in peperino. In cima svetta un’antica campana forgiata nel 1452 e installata su un’artistica gabbia in ferro battuto. Il Leone simbolo di Viterbo, controlla la piazza e la città ai suoi piedi.

Il cuore pulsante della città è tutto qui: le serate d’estate, le domeniche a passeggio, le giornate tranquille con il classico tran tran quotidiano, la bellezza del Trasporto della Macchina di Santa Rosa il tre Settembre. Questo è il luogo della “viterbesità” vera.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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