Viaggio nei giardini pubblici di Viterbo/2 - Al Murialdo scivoli pericolosi e vegetazione da foresta del Borneo
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Continua il viaggio de La Fune per immortalare la situazione dei giardini pubblici di Viterbo. Abbiamo deciso di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? "Consumare la suola delle scarpe". Ieri abbiamo raccontato lo stato di salute degli spazi verdi del quartiere Barco. In fase di approvazione dell'ultimo bilancio l'amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire sui parchi cittadini. In attesa di vedere il cambiamento abbiamo deciso di raccontarvi in che condizioni si trovano. La tappa di oggi è al Murialdo, zona Coop.

Continua il viaggio de La Fune per immortalare la situazione dei giardini pubblici di Viterbo. Abbiamo deciso di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? “Consumare la suola delle scarpe”. Ieri abbiamo raccontato lo stato di salute degli spazi verdi del quartiere Barco. In fase di approvazione dell’ultimo bilancio l’amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire sui parchi cittadini. In attesa di vedere il cambiamento abbiamo deciso di raccontarvi in che condizioni si trovano. La tappa di oggi è al Murialdo, zona Coop.

Costeggiando la lunga via Monte Cervino, per diversi metri, si è accompagnati dal giardino pubblico che si inerpica fino a Strada Monte Pizzo e rappresenta una grande macchia verde in un bel quartiere di abitazioni signorili e strade molto battute da auto e autobus di linea.

L’entrata del parco è segnalata da un cartello che vieta l’ingresso ai motocicli e si apre con un passaggio pedonale direttamente dal marciapiede. La prima impressione che si ha è quella di un luogo con incolta vegetazione e sentiero dissestato che arriva fino a una piazzetta dove sono posizionati giochi per bambini e alberi che forniscono adeguata ombra.

Lo scivolo di legno posto in un angolo del giardino presenta evidenti problemi di stabilità. Mancano quasi totalmente i gradini che dovrebbero permettere ai bambini di salire in cima in tutta sicurezza e non presenta nessuna protezione ulteriore nella parte finale e in quella sottostante.

La parte retrostante alla zona giochi è occupata prevalentemente da una piccola fontana di metallo, interamente coperta di vegetazione e non funzionante. Difficile da raggiungere anche per il gran numero di ciottoli e pietre che si ritrovano nel piccolo sentiero che porta a quella che dovrebbe essere una zona di ristoro.

Tutto intorno al parco è possibile notare pochissimi cestini per l’immondizia e numerose parti del giardino risultano non accessibili per via della grande quantità di vegetazione incolta che non permette di raggiungere le zone più ombreggiate.

La piccola statua religiosa, posta al centro del giardino, è totalmente invisibile dall’ingresso e dall’area giochi perché interamente coperta da folti cespugli incolti. Il parco non ha nessun tipo di recinzione lungo tutto il perimetro e la parte più scoscesa arriva direttamente in strada Monte Pizzo dove si può notare un cancello metallico sempre aperto e accessibile a tutti, non solo a piedi. Non vi sono panchine dove potersi fermare, ma solo bassi muretti di tufo molto spesso occupati da spazzatura e fronde di alberi.

 

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