Viaggio nei giardini pubblici di Viterbo - Benvenuti al Barco, tra giochi "scassati", erba alta e panchine piene di rifiuti
Parco Barco 08
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Abbiamo deciso con La Fune di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? "Consumare la suola delle scarpe". Nei prossimi giorni accenderemo i riflettori sulla condizione in cui versano i parchi pubblici del capoluogo. In fase di approvazione dell'ultimo bilancio l'amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire. In attesa di vedere il cambiamento abbiamo deciso di raccontarvi che cosa sono i parchi viterbesi. Iniziamo dalle pendici della Palanzana.

Abbiamo deciso con La Fune di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? “Consumare la suola delle scarpe”. Nei prossimi giorni accenderemo i riflettori sulla condizione in cui versano i parchi pubblici del capoluogo. In fase di approvazione dell’ultimo bilancio l’amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire. In attesa di vedere il cambiamento, e sperando di poterlo stimolare e facilitare, abbiamo deciso di raccontarvi che cosa sono i parchi viterbesi. Iniziamo dalle pendici della Palanzana. 

 

La zona del Barco-Murialdo è sicuramente tra le più grandi e più popolate di Viterbo. Siamo nella zona Est della città e da sempre è uno dei quartieri più attraversati e vissuti dai cittadini viterbesi. Percorrendolo è evidente quanto verde ci sia tutto intorno.

Uno dei giardini pubblici presenti nell’area è quello situato a metà di via Monti Cimini, un piccolo polmone verde tra palazzi e auto parcheggiate. Il parco versa in condizioni precarie: erba quasi perennemente oltre il ginocchio (di un adulto), panchine divelte e cestini dell’immondizia spesso ricolmi di rifiuti. I bambini che frequentano abitualmente il giardino, giocano su scivoli e piccoli cavallini di legno ormai scrostati dal tempo o diventati tele a cielo aperto per dichiarazioni amorose “scolpite” con le bombolette spray.

Si accede al parco attraversando una staccionata di legno che ha perso completamente di solidità, creando delle aperture in vari punti che rendono precaria la sicurezza dei bambini che frequentano il giardino. Per sedersi, una sola e traballante panchina.

La parte più lontana dalla strada è inaccessibile per via dell’erba alta e per le fronde degli alberi che coprono quasi completamente il sentiero: questa parte del giardino pubblico è quasi interamente utilizzata da cani per la passeggiata serale.

Poi c’è il giardino pubblico che affaccia direttamente sulla piazza del Barco, capolinea del bus Francigena. Appare quasi completamente privo di recinzione, l’unico scivolo per bambini è stato rimosso perché considerato pericolante e l’erba alta si protrae per tutto il suo perimetro rendendo difficile l’attraversamento. Anche qui due solitarie panchine, una sola però può essere usata per sedersi perché l’altra è adibita a cestino, così l’abbiamo trovata, per le cartacce di una frugale merenda.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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