
VITERBO – La città dei papi, sia nella parte storica, che in quella più periferica, è piena di edifici in disuso. Simbolo di una città decadente, che non riesce a stare al passo con i tempi, a ripensarsi diversa, a scuotersi dal torpore che la attanaglia.
Strutture abbandonate, di proprietà pubblica o privata, specchio di una Viterbo che non esiste più, se non nei ricordi dei nostri anziani.
Crisi economica? Miopia politica? Incapacità di ripensare, riqualificare una città ed il suo tessuto sociale e produttivo? O solo l’inesorabile scorrere del tempo? Difficile dare una risposta. Però crediamo sia importante iniziare a riflettere, a farsi delle domande, capire se e dove è possibile ripartire perché, d’immobilismo, si muore.
Ecco un reportage fotografico dei principali e più appariscenti luoghi in disuso nel capoluogo. Poche righe informative. Lasciamo che le immagini parlino ai lettori e stimolino una profonda riflessione.
EX CONSORZIO AGRARIO
Quest’area negli anni passati era stata oggetto di un piano integrato che prevedeva la realizzazione, sulle ceneri dell’ ex Consorzio, di un vero e proprio nuovo quartiere. Ad oggi, purtroppo, non è stato fatto niente.
EX TERME INPS
Le ex Terme dei Lavoratori dell’INPS si estendono su 7 ettari di superficie e sono state chiuse nel 1992, da allora sono in abbandono.
EX OSPEDALE GRANDE DEGLI INFERMI
L’ Ospedale Grande degli Infermi, fondato nel ‘500 e attivo fino a fine ‘900. Una struttura con grandi potenzialità, ma dal futuro incerto. A pochi metri dal Palazzo papale e vicino agli ascensori che salgono da Valle Faul.
EX MAGAZZINI GENERALI
A pochi chilometri dal Santuario della Madonna della Quercia si estende un’area molto vasta, di proprietà privata, con una struttura risalente alla prima metà del ‘900. I Magazzini Generali di Viterbo sono stati dismessi dopo il trasferimento dell’attività in zona Teverina.
PALAZZO DELLA BANCA D’ ITALIA
Il maestoso palazzo della Banca d’Italia, edificato durante il ventennio fascista, è stato l’ultimo in ordine cronologico a finire in disuso, in seguito alla riforma che ha ridotto il numero di sedi della banca centrale nazionale. Attualmente è in vendita.
Inoltre ricordiamo altre strutture abbandonate: il cinema Metropolitan, il cinema Genio, l’ex cantina sociale, l’ ex caserma di via Palmanova.
Con questo reportage vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica. Viterbo necessita di un vero e proprio “rinascimento” sociale, culturale, economico. È una città che necessita di essere rigenerata, per non cadere, vittima delle proprie paure, in un sonno mortale.


















