Viaggio a Bruxelles, Fondazione: "Si faccia chiarezza su chi ha pagato"
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"Chi ha pagato il viaggio a Bruxelles della delegazione viterbese?". Se lo domanda Fondazione, che chiede chiarezza sulla vicenda. Secondo indiscrezioni i partecipanti avrebbero pagato di tasca propria il tutto.

Fondazione chiede lumi sul viaggio a Bruxelles di tanti consiglieri e assessori viterbesi. Chi ha pagato? E’ la domanda regina.

“L’intitolazione di un’aula nel “santuario del Parlamento europeo” allo statista italiano Aldo Moro, non può che generare orgoglio e piacere in tutti gli italiani che ricordano la sua celebre azione politica svolta e concretizzata nella crescita e nel benessere di tutta la Nazione, drammaticamente interrotta dall’efferato omicidio firmato dalla brigate rosse (o forse da altri ignoti autori, in attesa del responso definitivo della commissione presieduta dall’on. Fioroni che ne sta studiando lo storico caso)”, così Fondazione in un apposito comunicato alla stampa.

“L’orgoglio italiano è stato ben rappresentato da una gremita delegazione viterbese, giunta a Bruxelles per la presentazione di ‘Experience Etruria’, quale eccelsa opportunità riservata ai tanti personaggi politici che, approfittando di tale evento memorabile, si sono concessi una meritata pausa dal faticoso lavoro svolto in seno al consiglio comunale di Viterbo – continua Fondazione -.

Ci fa piacere citarli uno per uno, questi nostri politici e amministratori stacanovisti che, dichiarandosi degni di presiedere al magnifico appuntamento europeo, hanno voluto vivere appieno le emozioni di un bel viaggetto: in testa, il sindaco di Viterbo Michelini, a seguire l’assessora Lisetta Ciambella, il parlamentare Pd Giuseppe Fioroni, il presidente del consiglio comunale di Viterbo Ciorba, i consiglieri comunali Bizzarri, Tofani, Simoni, Boco, Scorsi, Fabbrini, l’assessore Ricci e altri che hanno completato la rappresentanza politica della nostra città.

Non c’è che dire, all’appello di Bruxelles tutti presenti, tutti pronti a sacrificarsi per una giusta causa, ma quando si tratta di far funzionare le commissioni e lo stesso consiglio comunale, per affrontare le gravi questioni che riguardano i cittadini, allora le assenze dai banchi di palazzo dei Priori diventano routine, mostrando il lato peggiore di una politica praticata da politicanti alla ricerca di particolari compiacimenti come può esserlo una trasferta in terra europea.

Oggi, comunque, sono molti i viterbesi che si stanno chiedendo: chi è che ha pagato la trasferta e la presenza della truppa di politici che ci hanno rappresentato all’Europarlamento di Bruxelles?”

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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