Via Sant'Andrea, sprofondamenti evidenti nel cuore di Pianoscarano. Il Comune transenna e dopo un mese tutto resta abbandonato a sé
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Via Sant'Andrea non regge. In alcuni punti segni di sprofondamento evidenti. Circa un mese fa una serie di cedimenti. Un lastrone di peperino a ridosso di una casa, nel tratto in cui è presente un camminamento, si è inclinato verso il vuoto subito sotto. Un metro più in là alcuni sampietrini sono andati giù.

Via Sant’Andrea non regge. In alcuni punti segni di sprofondamento evidenti. Circa un mese fa una serie di cedimenti. Un lastrone di peperino a ridosso di una casa, nel tratto in cui è presente un camminamento, si è inclinato verso il vuoto subito sotto. Un metro più in là alcuni sampietrini sono andati giù.

Il Comune di Viterbo è intervenuto transennando l’area, poi il silenzio. Una manciata di transenne unite tra loro dal nastro plastico bianco-rosso. Ora il nastro non c’è più, strappato. Rimangono le transenne, alcune senza senso ormai. 

Il tutto a ridosso di una serie di palazzetti, disabitati. I residenti sono perplessi. Non si è visto nessuno a verificare la situazione. Le transenne sono state spostate e hanno perso completamente la loro funzione e nessuno è intervenuto. A ridosso continuano a parcheggiare le automobili, anzi hanno spostato un po’ le transenne per farlo meglio. 

Il tutto nel cuore di Pianoscarano, a pochi metri dalla bella chiesa di Sant’Andrea. Viterbo ha diversi problemi di rischi sprofondamento a causa delle numerose cavità su cui poggia. Ma forse finché non si apriranno cavità grandi da tirare dentro qualche macchina, speriamo mai qualche passante, la questione non sarà mai affrontata con la giusta attenzione.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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