Via San Pietro, transennato immobile comunale – Solo degrado o rischio crollo?
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VITERBO – L’amministrazione comunale parla di “urgenti ricerche e riparazioni di guasti”. Ma l’intero edificio sono anni che versa in condizioni di abbandono e degrado.

VITERBO – Via San Pietro, un intero stabile di proprietà comunale, che si estende su tutta la parte sinistra della strada fino al Palazzo di Donna Olimpia, è stato transennato.

Ufficialmente, almeno da quanto si legge sulle comunicazioni affissa dall’ amministrazione, si tratterebbe di un divieto di sosta “per urgenti  ricerche e riparazioni dei guasti”.

Ma alla luce del crollo di un edificio nella vicina via Cardinal La Fontaine,  del recente crollo dell’ antico muraglione a Valle Faul e dell’abbandono in cui questo stabile è stato lasciato qualche legittimo dubbio viene spontaneo.

Abbiamo intervistato alcuni residenti in Via San Pietro: “Abbiamo paura che lo stabile possa crollare. Dopo quello che è successo a Valle Faul nessuno si sente tranquillo” afferma il signor P.M. – “Una verifica sulla stabilità della struttura ci farebbe dormire più tranquilli” Gli fa eco la signora R.F. – “Sono anni che questo stabile è abbandonato. Prima c’era la sede di alcune associazioni. Poi se ne sono andate per le condizioni indicibili del palazzo. Ma come si fa a tenere una struttura di proprietà in queste condizioni vergognose? Ma in comune a che pensano?” chiosa l’anziano signor G. P.

Tutte domande legittime. Il degrado dello stabile è sotto gli occhi di tutti.

Non possiamo fare altro che raccogliere le istanze di questi cittadini e di farle presenti all’amministrazione comunale e ai tecnici che stanno lavorando “alla ricerca e riparazione del guasto”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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