Via San Lorenzo, cenni di cedimento sotterraneo in alcuni tratti. Là sotto c'è una città nascosta
via San Lorenzo
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Nel 2011 realizzammo un'inchiesta sulla Viterbo sotterranea, documentando il tutto. Un viaggio incredibile, reso pubblico, che accese anche l'interesse delle forze dell'ordine. Tutto però rimase inascoltato.

VITERBO – La pavimentazione di via San Lorenzo, in alcuni punti, mostra segni che lasciano presagire un cedimento della strada probabilmente per dei vuoti che si sono creati al di sotto del manto stradale. Nel febbraio 2023 una rottura a una condotta dell’acqua aveva determinato l’avvallamento di alcuni lastroni in piazza del Gesù, un fenomeno già accaduto nel recente passato. 

La situazione della città sotterranea in alcuni punti della zona monumentale è piena di situazioni potenzialmente critiche e mai a Palazzo dei Priori hanno pensato di commissionare uno studio serio per verificare eventuali situazioni di pericolo legato a improvvisi crolli. Eppure tutta la zona della città tra l’ospedale vecchio e l’area di San Pellegrino è sostanzialmente vuota appena sotto la strada. Ci corrono cunicoli impressionanti che portano nelle cantine delle case e che si sviluppano anche per tre-quattro livelli di profondità.

Esiste sotto una parte del centro storico di Viterbo una città nascosta, piena di ambienti anche molto interessanti: sepolture etruschi, pozzi etruschi, granai romani, cisterne e ambienti che erano antichi acquedotti. E all’interno di questa città sotto la città hanno operato per anni “tombaroli” che per depredare capolavori antichi hanno smosso tonnellate di terra, andando a rendere vuoti alcuni ambienti e caricandone di peso altri. 

Nel 2011 realizzammo un’inchiesta sulla Viterbo sotterranea, documentando il tutto. Un viaggio incredibile, reso pubblico, che accese anche l’interesse delle forze dell’ordine. Tutto però rimase inascoltato e ancora oggi, a distanza di 14 anni nessuno in Comune ha sentito il bisogno di verificare, registrare, capire lo stato delle cose. 

Sta di fatto che il problema torna a presentarsi ciclicamente e si tende ad andare avanti con “pezze” provvisorie. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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