Via Marconi, rimossi i vasi della vergogna
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VITERBO - Sono entrate in azione le gru che li hanno caricati su due camion e portati via. Rimossi definitivamente? Oppure saranno ripristinati una volta sostituite le piante?

VITERBO – Via Marconi, rimossi i vasi con le piante secche.

Sono entrate in azione le gru che li hanno caricati su due camion e portati  via.

La decisione dopo le polemiche seguite alla pubblicazione di commenti poco edificanti dei turisti e l’ amara ironia dei social network.

Nessuno sa cosa succederà adesso. Saranno rimossi definitivamente? Oppure saranno ripristinati una volta sostituite le piante? Il mistero si infittisce.

Qualche cittadino, tramite Facebook, sommessamente fa notare: “Ma se avevano questa intenzione, allora non potevano mettere questi vasi a piazza del Comune, risparmiando un bel po’ di soldi?

Bella domanda, ma da fare sottovoce. Il rischio di essere presi per sfascisti è sempre in agguato.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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