Via la pistola agli agenti di polizia locale senza patentino di idoneità al tiro
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VITERBO – 45 comuni su 60 non in regola. Il prefetto Giovanni Bruno scrive ai sindaci.

VITERBO – Nella provincia di Viterbo in ben 45 comuni su 60 gli agenti di polizia locale non sono in regola con il  Decreto Ministeriale del  4 marzo 1987 n.145 che, all’articolo 18, prevede l’obbligo di legge di sottoporre gli agenti di P.S. delle loro polizie locali al corso obbligatorio di lezioni regolamentari di tiro a segno presso i poligoni abilitati.

Il Prefetto Bruno ha scritto ai sindaci, i cui agenti di polizia locale, risultano inadempienti chiedendogli di ritirargli le pistole.

La lettera è indirizzata ai sindaci dei comuni di Viterbo, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Canino, Capranica, Caprarola, Castel Sant’Elia, Castiglione In Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella D’agliano, Corchiano, Farnese,Gallese,Gradoli, Graffignano, Ischia Di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte Romano,Monterosi, Nepi, Onano,Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Soriano Nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano,Valentano, Vasanello, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano.

Esistono anche situazioni di comuni in cui il corso è stato svolto ma non è stato comunicato alla Prefettura.

Il gesto del Prefetto Bruno mette sotto la lente d’ingrandimento la preparazione e il livello di addestramento degli operatori di polizia locale. Un tema non di poco conto visto il crescente bisogno di sicurezza manifestato dai cittadini della Tuscia.

 

 

 

 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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