Via del Pilastro, ma chi le ha disegnate quelle strisce pedonali? Cancellare e rifare, grazie
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VITERBO – Chi ha disegnato le strisce per l’attraversamento pedonale lo ha fatto senza logica, senza buon senso ed in barba al Codice della Strada. Se i pedoni seguissero tale attraversamento andrebbero a finire addosso alle auto parcheggiate. La Fune chiede il rifacimento della segnaletica nel rispetto del codice della Strada per tutelare la sicurezza dei pedoni.

VITERBO – Una strada completamente asfaltata. Rimessa a nuovo dopo tanto tempo (e tante buche).

Mancava la parte finale, quella più facile: disegnare la segnaletica orizzontale. Bene, sono riusciti a sbagliarla!

Le strisce non accompagnano il pedone da un lato all’altro della strada. Come testimoniano le immagini chi ha disegnato le strisce per l’attraversamento pedonale lo ha fatto senza logica, senza buon senso ed in barba al codice della strada. Se i pedoni seguissero tale attraversamento andrebbero a finire addosso alle auto parcheggiate.

Come redazione chiediamo che tale scempio vada cancellato. E che la segnaletica orizzontale vada ridisegnata nel rispetto del Codice della Strada garantendo la sicurezza dei pedoni. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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