Via Caprini, serve uno stop per limitare il pericolo
Via Caprini
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VITERBO - Nei giorni scorsi una bambina ha rischiato di essere investita e si registrano frequenti tamponamenti. Tanti automobilisti si immettono su via Primo Maggio senza fermarsi.

VITERBO – Via Francesco Caprini, l’assenza di uno stop è la causa di incidenti tra mezzi e
rappresenta un pericolo per i pedoni. Ci troviamo nel quartiere Murialdo dove la strada secondaria intitolata all’eroe garibaldino si immette sulla trafficata via Primo Maggio.

Qui ogni giorno la banale assenza di uno stop rischia di determinare gravi conseguenze. Via Caprini è a senso unico, con accesso su via San Leonardo Murialdo. Dopo una sessantina di metri e al termine di una ripida discesa entra sulla sottostante via che costeggia il boschetto dei frati Cappuccini. Nei giorni scorsi una bambina ha rischiato di essere investita da un’automobile che l’ha percorsa a tutta velocità per poi immettersi, senza fermarsi, in via Primo Maggio.

La scorsa settimana due auto si sono scontrate perché chi usciva da via Caprini si è immessa senza fermarsi. Ma questi sono solo due dei molti episodi di tamponamento sfiorato o rischio di investimento pedoni che si registrano praticamente ogni giorno. Gli abitanti della zona lamentano la forte velocità con cui i mezzi percorrono questa via di collegamento e soprattutto l’assenza di uno stop.

A peggiorare la situazione e aumentare il rischio l’uscita a raso di una via privata che serve ai garage di un palazzo situato all’intersezione delle due strade. Un intervento da parte di Palazzo dei Priori con l’installazione di dissuasori di velocità e soprattutto la realizzazione dell’adeguata segnaletica verticale e orizzontale potrebbero limitare di molto la pericolosità della situazione.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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