Via Cairoli, le associazioni di categoria al fianco dei negozianti
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"I problemi per i lavori di via Cairoli e il conseguente calo di fatturato di tutte le attività sono l’estremo segnale di una crisi ormai pluriennale che affligge gli esercenti, gli artigiani e di conseguenza i cittadini consumatori, i quali, con le chiusure dei negozi su strada, vedono ridursi, sempre più i servizi e la sicurezza nelle vie e quartieri, come S. Faustino". Lo afferma il presidente ADOC Mauro Belli.

“I problemi per i lavori di via Cairoli e il conseguente calo di fatturato di tutte le attività sono l’estremo segnale di una crisi ormai pluriennale che affligge gli esercenti, gli artigiani e di conseguenza i cittadini consumatori, i quali, con le chiusure dei negozi su strada, vedono ridursi, sempre più i servizi e la sicurezza nelle vie e quartieri, come S. Faustino”. Lo afferma il presidente ADOC Mauro Belli.

“Le associazioni di categoria del Commercio (Confesercenti, Confinprese), dell’Artigianato (Confartigianato) e dei Consumatori (Adoc) che hanno già lavorato in senso interconfederale (INTERCONF), insieme agli operatori economici di Via Cairoli e del centro storico, con relative loro firme di sottoscrizione, redigendo il progetto di Rete finanziato dalla Regione Lazio denominato “ENJOY VITERBO” per circa € 100.000,00 e accettato dal Comune, tramite l’impegno della brava Assessore Sonia Perà, possono e devono fare la loro parte – continua Belli -.

Per prima cosa i Presidenti delle associazioni ascolteranno bene i problemi dei commercianti, artigiani e cittadini e insieme ad essi proporranno al Comune una serie di soluzioni da recepire.

Già in una serie di visite e incontri molte sono le idee espresse dagli operatori, tra cui: fare i lavori stradali chiudendo solo parzialmente la via dove è il cantiere operativo al momento e rendere libero il resto della via; accelerare i lavori con doppi e tripli turni (in molte città si lavora anche la notte); far diventare via Cairoli, la via: per incontri culturali (Libreria dei Salici, Caffetteria, Bar ecc.), per lo shopping per i turisti e gli abitanti della Tuscia (Grazzini, Pallotta, La Padula, ecc.), per le tipicità artigianali e dell’enogastronomia (Pasticceria Casantini, Pizzeria Baldini, Taverna dei Priori, ecc.), incentivare con finanziamenti e bandi mirati i negozi (come fatto per S. Pellegrino con € 20.000,00 ognuno); iniziative promozionali e svolgimento di eventi; sgravare delle tasse locali gli esercenti; esentare dal pagamento del parcheggio nelle piazze limitrofe (piazza della Rocca e Sacrario) i clienti di via Cairoli, eccetera.

Unitariamente tutte le parti, Associazioni di categoria a carattere nazionale ed il loro network progettuale esecutivo con l’ ausilio di esperti docenti Universitari, specialisti e professionisti di settore, congiuntamente agli Operatori Economici ed Enti locali, lavoreranno, coinvolgendo possibilmente anche la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo, ad un piano di soluzioni della crisi e risanamento di area (via e quartiere).

Tutto ciò può diventare un esempio progettuale ed efficace per tante situazioni di crisi profonde di vie e quartieri di tanti Comuni della nostra Provincia, della Regione e purtroppo di tutta Italia.

Negli ultimi cinque anni (Il Sole 24 Ore) hanno chiuso 60.000 aziende, 390 al giorno, con ulteriori migliaia di disoccupati. Svegliamoci tutti. Non ascoltiamo le polemiche e chi vuole cavalcare la protesta senza proposte.

Saranno ben accetti i consiglieri comunali che porteranno la voce e le proposte degli operatori di via Cairoli e delle loro Associazioni, per farle approvare in consiglio.

Troviamo vere soluzioni, basta la buona volontà e interesse di tutti per generare nuove idee, finanziamenti e progetti cantierabili che potranno dare, se ben eseguiti, con obiettivi, azioni ed attività specifiche, dei risultati tangibili.

Avanti insieme per un ulteriore programma del “Progetto Sviluppo Tuscia”, dopo il successo, con l’ aumento di turisti, occupazione e fatturati per gli operatori, di Civita di Bagnoregio, Soriano, Bomarzo, Calcata e Viterbo”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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