Vetralla piange Maria Cristina Di Matteo, morta dopo giorni di coma
MC DI MATTEO
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Nei giorni scorsi ha accusato un malore mentre era a casa e si è accasciata a terra. Subito sono stati allertati i soccorsi ed è stata trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa di Viterbo.

VETRALLA – Un altro lutto colpisce la comunità di Vetralla. E’ morta nella giornata di mercoledì 4 febbraio Maria Cristina Di Matteo, molto conosciuta perché storica responsabile della Coop locale. Aveva 68 anni.

Nei giorni scorsi ha accusato un malore mentre era a casa e si è accasciata a terra. Subito sono stati allertati i soccorsi ed è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Purtroppo è andata in coma e non si è più risvegliata.
Il marito Memmo Barcherini, anche lui molto conosciuto in paese, era morto prematuramente e all’improvviso. Lascia i figli Serena, Francesco e Chiara.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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