Vertice Covid, possibile l'estensione dei divieti di assembramento in nuove zone del capoluogo e didattica a distanza per le superiori
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VITERBO - Si è tenuto questo pomeriggio l'incontro, richiesto dal sindaco Giovanni Maria Arena e dal Prefetto Giovanni Bruno, sulla situazione Covid nella città di Viterbo, alla presenza della Dottoressa Daniela Donetti, Direttore Generale della Asl di Viterbo e dell'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

VITERBO – Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro, richiesto dal sindaco Giovanni Maria Arena e dal Prefetto Giovanni Bruno, sulla situazione Covid nella città di Viterbo, alla presenza della Dottoressa Daniela Donetti, Direttore Generale della Asl di Viterbo e dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

”L’Rt – l’indice di trasmissibilità che permette di comprendere quanto il virus si diffonde tra la popolazione – nella città di Viterbo è superiore a quello dell’intera regione – ha dichiarato il sindaco -. Questo incontro era necessario per fare il punto sui provvedimenti assunti fino a questo momento e condividere un piano di azione in base ai risultati che si registreranno a seguito del dpcm del 24 ottobre 2020 e delle scelte assunte localmente e che potranno essere valutati solo tra qualche giorno”.

Al vaglio, la possibilità di estendere il divieto di assembramenti – già stabilito con le ordinanze sindacali n. 89 del 28/10/20 e n. 91 del 29/10/20 – ad altre zone a rischio della città e la valutazione dell’esclusione dell’opzione in presenza per l’attività didattica delle scuole superiori.

”L’Assessore D’Amato ed il Direttore Donetti, condividendo le preoccupazioni che ho voluto portare alla loro attenzione, hanno riconfermato la propria disponibilità a continuare a monitorare con grande attenzione la situazione”, ha inoltre aggiunto il sindaco che conclude raccomandando a tutti i cittadini la massima attenzione e responsabilità. ”I buoni comportamenti ed il rispetto delle regole in questo momento sono fondamentali per contrastare il diffondersi del virus’.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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