Verso una soluzione il problema delle strade provinciali
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Il presidente Mazzola annuncia l'avvio della procedura di affidamento dei lavori per la risistemazione di alcuni tratti stradali

Solo pochi giorni fa parlavamo dell’annoso problema della viabilità nella provincia di Viterbo. Buche, frane, e dissesti da anni costituiscono un rischio costante per gli automobilisti della Tuscia, sia che ci si trovi a viaggiare sulle grandi arterie di collegamento, sia che si passi nelle strade cittadine, come quelle di Viterbo, dove le voragini di certo non mancano.

I disagi anche sulle strade di competenza della Provincia, però, non mancano ed ecco ora arrivare le prime risposte a quei problemi, direttamente dalle parole del presidente Mazzola: “L’amministrazione provinciale sta promuovendo una serie di azioni con la finalità di tenere alto il livello di attenzione sulle strade provinciali. L’obiettivo è quello di rendere sicura la viabilità locale anche a fronte dei pesanti tagli alle risorse”.

Il tema dei tagli, infatti, da tempo è al centro dell’amministrazione Mazzola, che ha cercato di intervenire sulla mancanza di fondi, limitando le spese della pubblica amministrazione e cercando di non tagliare in quei settori che lo stesso presidente ha indicato come fondamentali: scuola e strade. “Negli ultimi anni sono stati chiusi al traffico numerosi tratti delle strade provinciali, soprattutto a causa di eventi franosi. Con sacrificio, attraverso un grande sforzo per l’amministrazione, si sta procedendo all’affidamento dei lavori di ripristino del manto stradale”.

“Alcune problematiche – dice Mazzola – sono state già definitivamente risolte, altre sono in via di risoluzione. I progetti per la sistemazione di alcuni tratti stradali presso Caprarola e Castel S. Elia sono stati depositati, per l’approvazione da parte del Genio Civile. Nei territori di Proceno ed Ischia di Castro è stato completato il preliminare studio geologico. E’ importante conoscere dettagliatamente il territorio e la sua geologia, prima di intervenire, al fine di ottimizzare tempo e risorse e soprattutto per ottenere risultati duraturi nel tempo e non soluzioni tampone. Lavorare non ci spaventa e, come sempre, faremo del nostro meglio per restituire alla cittadinanza anche i tratti provinciali da lungo tempo in disuso”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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