Verso Epaca 2030, segnata la strada per il futuro
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VITERBO - L’incontro ha creato l’occasione per un confronto tra gli operatori del patronato e i soci. “Il contatto con il socio è fondamentale per capirne le esigenze ed operare i maniera più efficienti su quelli che sono i servizi alla persona” afferma Elisabetta Rondini, Responsabile Epaca Viterbo.

VITERBO – Altro risultato eccellente in casa Coldiretti. Il 2019 si chiude con il segno positivo anche per l’Epaca. E le proiezioni per il 2020 non sono da meno. Il quadro della situazione è stato presentato nella riunione di fine anno “Epaca 2030. La chiave per tutte le soluzioni”, tenutasi presso la sede della Coldiretti di Viterbo verso la fine di dicembre.

L’incontro ha creato l’occasione per un confronto tra gli operatori del patronato e i soci. “Il contatto con il socio è fondamentale per capirne le esigenze ed operare i maniera più efficienti su quelli che sono i servizi alla persona” afferma Elisabetta Rondini, Responsabile Epaca Viterbo.

Ed infatti, proprio dei servizi alla persona si è parlato durante l’incontro. Inoltre, si è parlato di malattia professionale e della nuova campagna sulla disoccupazione agricola; in merito a quest’ultima ricordiamo a tutti coloro che ne dovessero usufruire che le domande possono essere presentate entro, e non oltre, la fine di marzo di quest’anno e che gli uffici Epaca sono a disposizione presso le varie UOL Coldiretti distribuite sulla provincia.

Le conclusioni dell’ incontro sono state lasciate al Presidente Regionale Senior per Sempre, Vannino Cappelloni: “Da sempre la nostra associazione è legata all’ Epaca data la sua funzione fondamentale di sostegno ai nostri soci pensionati”.

Gli fa eco il direttore Coldiretti Viterbo, Alberto Frau: “La sinergia e la forte collaborazione tra i diversi uffici, all’interno della Coldiretti di Viterbo, ci consente di seguire il socio e la sua azienda agricola passo passo. Ogni esigenza personale o lavorativa, può essere risolta nella maniera più rapida e completa. Abbiamo creato una grande squadra per i nostri soci!”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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