Veronica Pivetti, Pietro Grasso e Roberto Ippolito nell'Estate Viterbese di Teatro Caffeina
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VITERBO - Quattro appuntamenti con i grandi protagonisti della cultura che arrivano nella meravigliosa cornice medievale di piazza San Lorenzo, il cuore pulsante di una delle città più belle d’Italia.

VITERBO – Gli incontri con l’autore dell’Associazione Compagnia del Teatro Caffeina animeranno il settembre dell’Estate Viterbese, rassegna culturale fortemente voluta dall’amministrazione comunale.

Quattro appuntamenti con i grandi protagonisti della cultura che arrivano nella meravigliosa cornice medievale di piazza San Lorenzo, il cuore pulsante di una delle città più belle d’Italia. Domenica 6 settembre Veronica Pivetti è di scena con la sua potente, ironica e divertentissima opera “Per sole donne”, una serata di risate e brillantezza tutta al femminile per raccontare tutto ciò che non si era mai detto delle donne.

Pietro Grasso, già magistrato e oggi senatore, arriva a piazza San Lorenzo il 14 settembre per presentare “Paolo Borsellino parla ai ragazzi”: un momento per costruire una cultura dell’antimafia direttamente dalla testimonianza di chi visse quei giorni in prima persona, conoscendo e aiutando i protagonisti che oggi sono a tutti gli effetti degli eroi civili. Domenica 27 settembre arriva Roberto Ippolito, giornalista, intellettuale e prolifico autore che ci racconterà il suo “Delitto Neruda”, un’opera chiave, un’imponente inchiesta che ricostruisce con documentazioni e fatti d’archivio la morte del popolare poeta non come vittima di un malore, ma come responsabilità della dittatura fascista di Augusto Pinochet.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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