Verdetti clamorosi da Sanremo 2017 e stasera il gran finale
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Un verdetto clamoroso e inaspettato, all’ 1.30 Carlo Conti ha letto i nomi degli esclusi dalla finale: Albano, Ron, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri.

Un verdetto clamoroso e inaspettato, all’ 1.30 Carlo Conti ha letto i nomi degli esclusi dalla finale: Albano, Ron, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri.

Un verdetto che nessuno si aspettava. Probabilmente ha avuto il suo peso il voto della giuria degli esperti. Certo rimane difficile immaginare che, tanto per fare un esempio, Gigi D’Alessio, che riempie gli stadi, vederlo sbattuto fuori così come Albano, icona della musica italiana nel mondo. Se la musica italiana è quella che sarà sul palco dell’Ariston stasera, beh, c’è da riflettere. Il terzo festival di Carlo Conti ha fatto nuovamente centro: in tutte le serate ha raccolto più di 10 milioni di telespettatori avvicinandosi moltissimo al 50% di share, euguagliando e in alcuni momenti superando le altre edizioni.

“Un bis nel 2018? Conti ribadisce il no ad un’altra edizione come direttore artistico, vediamo se ci sarà anche la presentazione, Il suo contratto RAI scade nel 2019. Carlo Conti si schermisce all’inevitabile domanda in conferenza stampa sulla prossima edizione di Sanremo, visti i risultati di ascolto. Abbiamo concepito questa formula – sottolinea il conduttore – con la speranza che magari il secondo estratto dell’album dei cantanti in gara sia proprio una di queste cover, magari diventi un successo dell’estate, i giovani possano scoprire certe canzoni”.

E il direttore di Rai 1, si sbilancia ma non troppo sul futuro: “Personalmente non avrei dubbi sul fatto che il prossimo Sanremo debba condurlo Carlo Conti, ma il progetto va condiviso con il motore e l’anima di questo festival”. “Non ci stiamo pensando per ora, ma sarebbe altrettanto ipocrita – sottolinea – se dicessi che l’idea di chiedere a Conti di proseguire quest’avventura non mi fosse balenata. Ma proprio perché conosco Carlo, rispondo che dopo il festival ci prenderemo un mese di riflessione”.

Il Festival di Sanremo di Carlo Conti continua a macinare ascolti: le serate hanno raccolto in media 10 milioni di telespettatori, con quasi il 50% di share; si conferma dunque il trend in crescita rispetto alle altre due edizioni, ma quello che è importante, è aumentato il bacino di ascolto.

La quarta serata ha incoronato Lele Re dei giovani. Un trionfo per il giovane napoletano, che non ha nascosto le lacrime al momento della proclamazione. La serata è stata seguita da quasi 10 milioni di telespettatori. I risultati di ascolto di Sanremo premiano ancora una volta la scelta di proporre la gara dei Giovani in prime time: lo spazio Sanremo Start, con le semifinali delle Nuove Proposte, è stato seguito ieri da 9 milioni e 955mila telespettatori . Spettacolare l’esibizione degli ospiti. Si archivia così la serie dei festivals del ritorno alla tradizione, al ritorno dei grandi numeri, al ritorno dell’immagine e dell’eleganza. Tradita solo in parte con l’eliminazione dei cantanti storici. Ed ora si proseguirà come? Con la novità, molto probabile, di Area Sanremo che si trasforma in Talent regionale e porterà dei giovani alla ribalta. Si intravede una vita nuova di una manifestazione che a quanto pare non invecchia mai ma che si trasforma anno per anno Vediamo come va a finire, e ne riparleremo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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