Verde privato, De Simone (Confartigianato): "Giusta la manutenzione, ma i tempi sono troppo stretti"
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VITERBO - "Un’ordinanza pubblicata il primo aprile 2025, la scadenza del 12 aprile va prorogata per non mettere in difficoltà né i cittadini né le imprese di manutenzione del verde".

VITERBO – “Siamo assolutamente d’accordo con la sindaca Chiara Frontini in merito al rispetto del decoro urbano, con l’obbligo per i cittadini di provvedere alla manutenzione del verde
privato. Ma è necessario prorogare i termini dell’ordinanza sindacale, per non mettere
in difficoltà i viterbesi e per non farli trovare in fallo e a rischio sanzioni: con
un’ordinanza pubblicata il primo aprile 2025, la scadenza del 12 aprile va prorogata”. Così
il segretario provinciale di Confartigianato Imprese Viterbo, Andrea De Simone,
interviene sull’ordinanza sindacale 11 del 28 marzo 2025, pubblicata sull’albo pretorio
del Comune di Viterbo il 1° aprile 2025, già in vigore e con effetti sanzionatori che
partiranno dal prossimo 12 aprile.

“I tempi sono troppo stretti – aggiunge De Simone – e penalizzano sia i cittadini che devono giustamente adeguarsi all’obbligo, sia le imprese di manutenzione del verde, che non riusciranno in così poco tempo a soddisfare le richieste di tutti i clienti. In più in questo periodo primaverile piove spesso e all’improvviso, si lavora all’esterno con maggiore difficoltà e l’erba infestante cresce più velocemente, come ha avuto modo di sottolineare in una recente intervista anche lo stesso assessore all’Ambiente e Verde pubblico della giunta Frontini, Giancarlo Martinengo, che ha fatto riferimento al cambiamento climatico in merito alle difficoltà nella cura del verde da parte dell’Amministrazione”.

“Non possiamo che concordare sull’obbligo di manutenzione di edifici e aree verdi privati, dove vanno eliminati erbacce, sterpaglie, rovi e materiali secchi – conclude De Simone -, così come siamo convinti che per gli edifici, nelle strade e nelle aree pubbliche il Comune debba fare altrettanto, ma la data del 12 aprile, termine ultimo per mettersi in regola e non incorrere in sanzioni, va prorogato, nell’interesse dei
cittadini e delle imprese del settore. Anche perché, come dice lo stesso assessore Martinengo, se poi piove di nuovo e l’erba ricresce subito si rischia di non poter adempiere alle prescrizioni nonostante gli interventi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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