Venerdì Santo a Bagnaia, 400 figuranti e cento fiaccole per la Passione di Cristo
Venerdì Santo Bagnaia
800x120 (1)
BAGNAIA (VITERBO) - La processione del piccolo borgo di Bagnaia vanta una storia secolare, che parte dal 1618, quando avvenne la primissima rievocazione della via crucis del Cristo. Grazie alle suggestive atmosfere della città medievale, questo evento è unico nel suo genere. Come ogni Venerdì Santo l'appuntamento inizia alle 21,30.

BAGNAIA (VITERBO) – La processione del piccolo borgo di Bagnaia vanta una storia secolare, che parte dal 1618, quando avvenne la primissima rievocazione della via crucis del Cristo. Grazie alle suggestive atmosfere della città medievale, questo evento è unico nel suo genere. Come ogni Venerdì Santo l’appuntamento inizia alle 21,30.

Descritta anche sulle Memorie Istoriche del Carones, all’epoca veniva celebrata nel cuore della notte del venerdì della settimana santa. Precisamente all’una, percorrendo all’incirca lo stesso percorso seguito ancora oggi, un tamburino precedeva un cavaliere e seguito da tutta la confraternita. Col cappuccio in testa e le fiaccole di pece accese in mano, questo sinistro figuro, portava per tutto il paese, sopra una maestosa bara, le spoglie di Gesù Cristo.

Dopo una lunga interruzione, la processione viene ripristinata nei primi anni del ‘900 con molte innovazione. Oggi la processione di Bagnaia è una grande ricostruzione della Passione di Cristo, con 400 figuranti che rievocano i momenti salienti della via crucis.

Escono dalla chiesa di San Giovanni Battista tra il luccichio di 100 fiaccole e, accompagnati da un sottofondo musicale, incedono sulla scia della vecchia processione, percorrono la parte esterna del borgo, per introdursi nel cuore del borgo antico, per poi riuscirne lentamente verso il portale di Villa Lante, dove avviene la Crocifissione.

Ultimato ciò, la parata militare si ricompone per rientrare nel borgo antico fino all’ex chiesa di Santo Stefano. Nello stesso momento, nella zona della Crocifissione, si forma una processione formata dalla Bara del Cristo Morto portata a spalla da quattro figuranti. Al suo seguito l’antica statua della Madonna Addolorata.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
asvis 2
Onda
domenicale post
POST FB 01
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize