
VITERBO – Si sta per chiudere l’iter a tappe di vendita dei biglietti per assistere al Trasporto della Macchina di Santa Rosa da seduti. Prima sono stati venduti i posti riservati ai disabili, poi ai fragili e infine ai residenti. 480 posti sono stati assegnati così, un migliaio di biglietti rimanenti saranno invece affidati alla lotteria dell’acquisto online.
In queste ore qualcuno ha cercato di “inzufolare” la polemica (ormai un classico) raccontando di disabili rimasti senza biglietti. Peccato che siano rimasti ancora invenduti dei ticket disabili. La polemica, soprattutto se costruita ad arte, serve a poco e ha fiato corto. Però non tutto è stato perfetto. Potremmo parlare di una vendita “tra luci e ombre”.
Tra le luci segnaliamo la presenza, questa mattina alle 6, a distribuire i numeretti per l’acquisto dei ticket delle assessore Rosanna Giliberto e Patrizia Notaristefano. Con loro anche la consigliera Alessandra Purchiaroni. Mai, a memoria, si è verificato un posizionamento in prima linea degli amministratori comunali. Hanno svolto un lavoro prezioso di ordine e di spiegazione per molti. Tra le luci anche la professionalità e l’educazione del personale di Archeoares, che ha gestito la vendita. Punti di luce l’educazione dei viterbesi che si sono messi in fila e si sono comportati in maniera perfetta, cosa che non sempre è stata scontata in passato.
Veniamo ai punti di buio. Il più eclatante è che ai viterbesi che dall’una di notte si sono messi in fila sono stati assegnati posti in settori di piazza del Comune non proprio eccezionali. Posti a ridosso della Prefettura e con una visuale non perfetta. Secondo logica proprio a loro sarebbero dovuti andare i biglietti migliori. Non è chiaro invece a chi andranno: ospiti istituzionali? (non bastava la vista dai palazzi che affacciano sulla piazza?) Fortunati acquirenti online? Non siamo in grado di rispondere.
Certo è che se si volesse continuare con l’attuale sistema di vendita bisognerebbe, per il prossimo anno, immaginare 200 biglietti in postazione top da assegnare a chi fa la fila per una notte intera. Meglio a loro che a chi dal divano si limita a qualche click (click fortunato è vero ma pur sempre un click). Per tagliare la testa al toro si potrebbe immaginare di fare il grande salto e fare sbarcare la vendita dei biglietti per il Trasporto (magari ripristinando le tribune e aumentando la disponibilità di posti) su TicketOne. Questo consentirebbe anche un’azione di marketing vero della festa direttamente con l’operazione di vendita. Chi non conosce TicketOne farà difficoltà a capire di cosa stiamo parlando ma lo invitiamo a informarsi.
Tra l’altro sarebbe ora di farla finita di costruire una vendita che parte a fine agosto. I biglietti andrebbero venduti già da febbraio, sempre che si voglia portare “oltre le mura” la notte del tre settembre.
Sì perché tra le ombre da gestire ci sono i posti riservati a disabili e fragili. Per carità, giustissimo pensare a queste persone e garantire loro la possibilità di assistere al Trasporto. Ma siamo sicuri che poi, alla fine della storia, quei biglietti siano davvero tutti utilizzati da disabili e fragili? Siamo sicuri di non avere sorprese se andassimo a controllare i cambi di nominativi? Siamo sicuri, per essere diretti, che con i biglietti acquistati per disabili e fragili si siedano la sera del tre davvero disabili e fragili? Chi controlla che non ci siano abusi con i cambi di nominativi? Ci auguriamo che Palazzo dei Priori faccia valere la regola, già da quest’anno, che il cambio di un biglietto disabile si può fare solo per permettere l’accesso a un altro disabile e lo stesso con i fragili.


















