Vendita 40% quote Talete ai privati, Viterbo e altri quattro comuni ricorrono al Tar
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VITERBO - Viterbo, Tarquinia, Vasanello, Monte Romano e Soriano nel Cimino impugnano, presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, la decisione presa dall'assemblea dei sindaci di giugno di dare mandato a Talete per reperire sul mercato un socio privato a cui cedere il 40% del capitale e trovare così i fondi necessari per portare la società fuori dai problemi di cassa sempre più stringenti. 

VITERBO – Viterbo, Tarquinia, Vasanello, Monte Romano e Soriano nel Cimino impugnano, presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, la decisione presa dall’assemblea dei sindaci di giugno di dare mandato a Talete per reperire sul mercato un socio privato a cui cedere il 40% del capitale e trovare così i fondi necessari per portare la società fuori dai problemi di cassa sempre più stringenti. 

“Abbiamo fatto ricorso contro la decisione di vendere le quote di Talete ai privati. Una decisione presa due giorni prima delle elezioni (per il rinnovo del Comune di Viterbo ndr), con il comune capoluogo commissariato che non si è espresso. 

Lo abbiamo fatto insieme ad altri quattro comuni soci, che ringrazio di cuore per la sensibilità dimostrata. Lo abbiamo fatto perché era un impegno preso nei confronti dei viterbesi. Lo abbiamo fatto perché prima di dire “non c’è un’alternativa”, le alternative vanno percorse con convinzione. 

Dicevano che non saremmo andati fino in fondo. Dicevano che saremmo stati soli. E invece eccoci qui. Non è solo una scelta di coerenza ma di buon senso”. Le parola del sindaco di Viterbo Chiara Frontini. 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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