"Vendere la farmacia Francigena senza personale è fare un regalo a qualcuno"
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"Vendere la farmacia Francigena senza passaggio del personale significherebbe fare un regalo all'acquirente", firmato Giulio Marini. E' con questa considerazione di uno dei principali oppositori all'amministrazione Michelini che sta per iniziare la commissione comunale chiamata a discutere il delicato argomento.

“Vendere la farmacia comunale senza il personale? Significherebbe fare un bel regalo a qualcuno”, commenta così l’ex sindaco Giulio Marini uno dei temi caldi della discussione di oggi in seconda commissione. Lo start è previsto per le 16. Tema del giorno una discussione approfondita sulle partecipate del Comune di Viterbo. Quali quelle strategiche? Quali quelle da vendere?

Al centro c’è Francigena. E uno dei temi più controversi sembra essere la vendita della farmacia de La Quercia. Così è messo nero su bianco nella proposta di deliberazione su cui sarà innescata la discussione in commissione. Siamo andati a chiedere all’ex sindaco Giulio Marini, oggi figura di spicco dell’opposizione, cosa ne pensa.

La norma sulle partecipate aggiornata prevede che vengano esternalizzati i servizi che non hanno valenza sociale. Le farmacie che tipo di servizio sono?

“Le farmacie non sono servizi essenziali. Lo erano nel passato, perché rappresentavano garanzia per il cittadino di avere un servizio. Se c’era uno sciopero generale delle farmacie c’era sempre la farmacia del comune aperta. Anche se di fatto, per esempio, la farmacia di Santa Barbara è nata anche con un significato sociale: dare una farmacia a un quartiere popoloso”.

Secondo quanto stabilisce la norma le farmacie si devono vendere o no?

“Oggi lo capiremo. Vedremo quali saranno gli indirizzi dell’amministrazione Michelini al proposito. Di sicuro posso dire che quella favola, che girava tempo fa, delle farmacie in perdita mi sembra sia stata smentita dai dati. Da qualche anno a questa parte siamo passati dal segno negativo al pareggio. Vedremo oggi pomeriggio. Cercheremo di capire perché vogliono vendere la farmacia”.

Come opposizione siete favorevoli o no?

“Voglio vedere se quella della vendita è scelta politica in senso stretto o economica. Se ci sono forti perdite, se non siamo in grado di gestirle vanno vendute”.

Ma come è possibile che le farmacie siano in perdita?

“Accade perché la gestione delle farmacie è complessa e i costi del personale sono importanti. Le farmacie private risolvono con la famigliarità, nel pubblico non è possibile”.

Si vuole vendere la farmacia della Quercia e il personale metterlo nell’altra (Santa Barbara)?

“Questa è una follia paventata. Ma non è detto che sia così. Oggi pomeriggio ce lo spiegheranno. Se fosse così sarebbe una follia. Qualche mese fa prospettavano di fare lavorare Santa Barbara anche la notte (leggi). Così si aumenta il servizio ma non la redditività, si va ad ampliare la difficoltà di bilancio. Vediamo cosa manifesta la maggioranza, se fosse così sarebbe una follia. Mi auguro non accada. Dopo anni di lavoro per produrre un pareggio delle farmacie forse si potrebbe ambire anche all’utile. Oggi sulle farmacie ricadono anche i costi che produce Francigena in generale”.

Nelle farmacie della municipalizzata ci sono troppi i dipendenti?

“Quelli sufficienti a fare quel servizio che fanno nel pubblico. Se fossi un farmacista privato agirei diversamente, applicherei soluzioni più flessibili. Il pubblico deve adeguarsi ad altri standard di lavoro e organico”.

Bisognava assumerne di meno?

“In questo momento è difficoltoso scagliarsi contro il personale”.

Si intende vendere la farmacia, ma chi subentra si prende il business e non il personale. Dal punto di vista delle attuali norme sul lavoro si può fare?

“Posso dire una cattiveria? Sarebbe una porcata”.

Si farebbe un regalo all’acquirente?

“Dal punto di vista amministrativo e politico si farebbe un grande regalo all’acquirente”.

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